31-03-2026
12:45
Ultimissime Calcio Napoli - Un ruolo centrale nella gestione fisica di Lukaku è quello di Lieven Maesschalck, fisioterapista ex nazionale belga, considerato uno dei professionisti più fidati da Romelu. Maesschalck lavora con numerosi atleti di alto livello e ha un centro specializzato in riabilitazione e performance, e Lukaku si affida a lui da anni, anche al di fuori dei circuiti ufficiali dei club in cui milita e ha militato.
Uno degli aspetti più particolari è che Lukaku ha più volte viaggiato in Belgio per essere seguito personalmente da Maesschalck, avvenuto anche sotto contratto con club importanti. In alcuni casi, queste scelte hanno creato tensioni con gli staff medici delle squadre, che ovviamente preferiscono mantenere il controllo completo sul recupero dei giocatori e supervisionare ogni fase della riabilitazione.
Il caso Lukaku mostra bene l'equilibrio del calcio moderno: da una parte il giocatore che si affida a una figura di fiducia costruita negli anni, dall’altra i club cercano di gestire in modo centralizzato salute e recupero. Nel suo caso, la fiducia in Maesschalck è rimasta costante, al punto da influenzare le sue decisioni anche nei momenti chiave della stagione.
Nel corso della carriera di Romelu Lukaku ci sono diversi episodi che hanno fatto emergere attriti o divergenze tra le sue scelte personali e quelle degli staff medici dei club.
Ad esempio, durante la seconda avventura al Chelsea, nel 2021-2022, ebbe dei problemi alla caviglia e muscolari: alternò fasi di stop e rientri non sempre convincenti, e in quel periodo preferì seguire percorsi individuali di recupero, mantenendo il legame con Maesschalck, e questa autonomia contribuì a creare una certa distanza tra giocatore e Chelsea, sfociata poi nell’intervista in cui annunciò l’errore dell’addio all’Inter.
I nerazzurri, 2022-2023: i problemi di inizio stagione, i tempi di recupero più lunghi del previsto con l’idea di andare al Mondiale in Qatar. Sempre in mano a Maesschalck effettuava sessioni di recupero personalizzate, talvolta fuori dal controllo diretto dello staff Inter. Fece un recupero accelerato e molto personalizzato, mantenendo un precario equilibrio tra esigenze della nazionale e condizioni fisiche reali, scatenando dubbi sulla gestione del recupero. Il risultato fu un Lukaku non al meglio della forma al Mondiale. È il caso in cui emerge il “doppio binario” club e staff personalizzato.
Il punto è strutturale: Lukaku ha una forte fiducia personale in Maesschalck, e tende a integrare (o talvolta affiancare) il lavoro dei club con il proprio metodo. È successo anche con il Napoli, dove però è tutto esploso: Lukaku resta in Belgio per curarsi, senza seguire le indicazioni del club. Il Napoli reagisce. Risultato? Rottura esplicita tra giocatore, club e staff medici. Il modello Lukaku entra in collisione totale con il sistema del club, ma le tracce del passato già c’erano. E nel 2022 c’era un Mondiale di mezzo. Coincidenze, no?

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