di Pasquale Cacciola - twitter: @PE_Bahia
Non si diventa per caso il più giovane portiere della storia a vincere la Coppa Libertadores, né tanto meno si finisce nel mirino di Rafa Benitez per coincidenza a soli 22 anni. Ma soprattutto: non si diventa un punto fermo della Seleção soltanto per una combinazione, specialmente dopo il clamoroso tracollo nella recente Coppa del Mondo dove, una volta conclusa, serviva ripartire con uomini pronti per riportare subito in alto il nome del Brasile. Eppure all'ombra del Vesuvio è stato detto di tutto su Rafael Cabral Barbosa in questo avvio, resettando completamente quanto di buono fatto in passato in Sudamerica ma soprattutto solo un anno fa in azzurro prima che si infortunasse.
All'atleta paulista andrebbero le scuse di molti, non solo per la costante crescita mostrata in campionato culminata dalla notte magica di Doha dove si è reso protagonista prima nei tempi regolamentari e poi dagli undici metri. Innanzitutto perché è stato messo in dubbio un professionista esemplare dedico al lavoro e al sacrificio come pochi, poi perché sono state messe in discussione le sue doti in un momento di chiarissima difficoltà psicologica più che tecnica. Mai una 'papera' infatti, piuttosto la 'Muraglia' di Sorocaba non riusciva a essere decisivo come qualcuno chiedeva. Cosa tra l'altro non sempre semplice con una difesa particolarmente vulnerabile e in un momento di grande squilibrio generale. Giusto criticare quando urge, ma l'accanimento è differente e soprattutto non produttivo. Invece è stato fatto quasi un gioco al massacro, ma dopo mesi si è ripreso la sua rivincita. E che rivincita. Il brasiliano è senza dubbi la vittoria personale di Rafa Benitez, che prima lo convinse telefonicamente a sbarcare in Europa e poi gli ha dato piena fiducia anche nel momento più buio. L'ennesimo successo del 'maestro' in terra partenopea.
Adesso il 2015 con un obiettivo preciso: conquistare anche la famosa 'torcida verdeoro' dopo la tifoseria partenopea. Il portiere azzurro è stato l'unico estremo difensore puntualmente convocato dal ct Dunga nelle varie amichevoli, tuttavia non ha mai avuto una chance da titolare. C'è una 'scalata' nelle gerarchie da realizzare e una Coppa America da conquistare, compito arduo ma non affatto impossibile. E ora che si è sbloccato mentalmente sarà tutto più semplice, ora possiamo dirlo ad alta voce: la 'Muraglia' è tornata. Magari in estate sarà Rafael vs Higuain, chissà.
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