di Claudio Russo – twitter:@claudioruss
Manca soltanto l'annuncio ufficiale, che probabilmente arriverà tramite il classico tweet pubblicato dal presidente Aurelio De Laurentiis, ma Maurizio Sarri è praticamente il nuovo allenatore del Napoli. Contratto annuale con opzione, a circa 1,5 milioni di euro netti. Una volontà presidenziale mantenuta, quella di non spendere troppo per l'allenatore (stessa cifra offerta a Mihajlovic) ma l'arrivo dell'ex Empoli apre scenari nuovi per il Napoli sotto l'aspetto tattico.Il 4-3-1-2 mostrato quest'anno ad Empoli si sposa bene con le caratteristiche di alcuni giocatori azzurri: il primo è Marek Hamsik, che potrà tornare a fare la mezz'ala; il secondo è Jorginho, che potrebbe tornare a giocare in un centrocampo a tre dopo un anno e mezzo tra luci, ombre e deficit fisici contro qualsiasi avversario; il terzo può essere Manolo Gabbiadini, che potrà ricoprire il ruolo di seconda punta nel tandem d'attacco (d'altronde De Laurentiis impazzisce per le doti dell'ex Sampdoria).
Se da una parte c'è chi potrebbe trovarsi maggiormente a proprio agio nel 4-3-1-2 di Maurizio Sarri che impareremo già a partire dal ritiro di Dimaro, dall'altra c'è qualche azzurro che nello schema tattico del nuovo Napoli faticherebbe oltremodo a trovare spazio o, quantomento, ad avere molto senso. Callejon e Mertens, infatti, sono le più classiche delle ali esterne che scorazzano sulla fascia. Quella fascia che nel 4-3-1-2 è assente. E allora quale futuro per Josè e Dries, nel Napoli che verrà?
PS: poi chissà, magari Sarri decide di passare al 4-3-3 e a quel punto gli scenari cambierebbero...
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