Da Cavani ad Higuain fino a Maradona. Inutile e stucchevole inerpicarsi in superflui paragoni tra i due. Trattasi di due grandi cannonieri. Il primo ha fatto benissimo, il secondo sta facendo altrettanto bene. Il Pipita ha dimostrato di avere capacità tecniche e spalle larghe. Non era facile raccogliere una simile eredità. Lui l’ha fatto con la semplicità del campione. Una cosa è certa: il primo ha segnato tantissimo e il secondo anche. Un’altra cosa è certa: malgrado il Napoli da cinque stagioni abbia annoverato tra le proprie fila un bomber da trenta reti a stagione, non è mai riuscito ad inserirsi stabilmente per la lotta scudetto. Davvero un peccato. E anche quest’anno, è andata così. A dicembre, il distacco dalla prima posizione era già siderale. E’ evidente che l’organico è risultato essere carente in altri reparti, i soliti.
Interessante sarebbe avere un confronto con l’esercito di opinionisti in servizio permanente effettivo che, la scorsa estate, hanno provato a spacciare per superiore l’attuale rosa a quella della scorsa stagione. A chi ha provato a spacciare per “utili e progettuali” i vari D.Lopez, De Guzman e Michu scommettendo poi sulla definitiva affermazione di Rafael e la crescita repentina dell’acerbo Koulibaly. Alla luce dei numeri e dei risultati, i nuovi arrivati, non hanno messo e non hanno tolto. Rafael è addirittura scivolato fuori squadra dopo una serie di innumerevoli e imbarazzanti errori. Lo spagnolo e l’olandese non hanno certo rappresentato quegli elementi dal “famoso salto di qualità” di cui la linea mediana necessitava. Di Michu si sono perse le tracce e l’unico che qualche cosa ha fatto vedere è stato Koulibaly. Il migliore per rendimento, dei volti nuovi, è al momento, il rientrante Gargano. Ed è quanto dire.
Mertens e Callejon, chi li conosceva! Il refrain più gettonato di quelli che difenderebbero anche gli acquisti di R.Bianchi e Migliaccio. Ma come, operatori in servizio permanente effettivo che non conoscevano i due? Si resta basiti. Il Belga, reduce da due stagioni esaltanti con il PSV. Due trofei vinti e 45 reti in 88 presenze. Un perfetto “sconosciuto”. Lo spagnolo, Liga e supercoppa vinti da protagonista mettendo insieme in due anni di Real Madrid 20 reti in 78 presenze in una rosa di mostri. Un altro “ perfetto sconosciuto”. E meno male che sono del “settore”....
Higuain come Maradona. Non che il Pipita valga l’inarrivabile Diego, ma è indubbio che sia il miglior giocatore della rosa e il più rappresentativo e che le sorti della squadra dipendano in altissima percentuale dalle sue prestazioni. E’ storia che Maradona si recò da Ferlaino e senza tanti giri di parole gli chiese di allestire una formazione competitiva per provare a dare l’assalto allo scudetto. Perché uno come Diego, con tutto il rispetto, non poteva continuare a giocare con De Vecchi, Penzo e Dal Fiume. Ci piace immaginare che Higuain possa fare lo stesso. E’ il leader e il condottiero riconosciuto, è il capitano senza fascia, è il vero fuoriclasse di questo Napoli eternamente incompiuto. Che possa recarsi dal Presidente per chiedergli una rosa che possa provare a competere per il primo posto. Perché, anche per lui, vale lo stesso discorso fatto per Maradona. Con tutto il rispetto, il Pipita non può continuare a giocare e ad allenarsi con gran parte degli elementi che attualmente compongono l’organico del Napoli. Non vorremmo che per l’argentino si verificasse lo stesso che accadde ad un suo connazionale negli anni ’90. In nove anni di Fiorentina, Batistuta mise a segno oltre 200 reti. Era uno che non segnava solo quando non giocava. Ma in riva all’Arno conquistò solo una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. Per vincere un campionato, dovette andare alla Roma che trascinò alla vittoria segnando a raffica. Non è pensabile che una squadra che abbia avuto la fortuna di annoverare in formazione Cavani prima e Higuain poi, non abbia mai provato seriamente a dare l’assalto al titolo. Questo poteva essere l’anno buono. Il secondo anno di Benitez, la conferma di tutti i migliori o quasi, purtroppo, il famoso mercato della verità, si è rilevato il mercato di un’amara verità. E la rosa ne è uscita indebolita. E lo dicono i numeri. Della serie, stavamo meglio, quando stavamo peggio.
Stefano Napolitano