Ultime notizie Napoli - Sandro Sabatini, giornalista, ha commentato Napoli-Lazio 0-2 sul proprio canale YouTube con un lungo editoriale:
"Zero tiri in porta per il Napoli contro la Lazio. Risultato finale Lazio 2, Napoli 0. Il tutto al Diego Armando Maradona, con anche un rigore sbagliato da Zaccagni nel primo tempo, o meglio parato da Milinkovi?-Savi?. Che dire di questo Napoli? Beh, intanto che ha consegnato quel che rimaneva, il pezzettino di scudetto, lo ha consegnato allâInter, che ha vinto il titolo meritatamente. Questo è bene dirlo subito, per evitare equivoci e contestazioni. E poi va detto anche che si era capito forse già da 24 ore che comunque il Napoli aveva perso la carica emotiva e psicologica del sogno scudetto, che dopo la vittoria contro il Milan e i risultati un poâ claudicanti, diciamo così, dellâInter, il Napoli aveva cullato.
Appunto questo sogno scudetto è poi svanito, è evaporato per colpa del Napoli a Parma e in casa con la Lazio, ma in contemporanea per merito delle vittorie molto convincenti dellâInter. E poi câera stato anche, in qualche modo, un avviso ai naviganti: quello di inizio partita, quando nelle interviste prepartita â che ormai rilascia soltanto a DAZN â Antonio Conte aveva detto, e câè una punta polemica in questo perché mi sembra che lâallenatore, come vale per tutti gli allenatori che si concedono soltanto nellâintervista prepartita, faccia un torto un poâ a tutti i tifosi, e non solo ai giornali e alle televisioni che non possono utilizzare quei cinque minuti di talk in prossimità del fischio dâinizio. Comunque, in questi cinque minuti scarsi, Conte aveva dato un titolo importantissimo che già significava qualcosa in previsione della partita, perché il Napoli â ha detto â entrava in campo pensando che tanto il secondo posto è il primo dei perdenti, mentre secondo, terzo e quarto posto valgono lo stesso: lâimportante è andare in Champions League. Mi sembra la frase migliore per motivare la squadra. Però non è stata sicuramente una frase ipocrita, anzi: lâha detto molto sinceramente e senza retorica.
Le parole contano, e così Conte ha espresso quello che aveva dentro se stesso, dentro il cuore e nella testa: guardava la classifica e diceva che, anche battendo la Lazio, il massimo che poteva succedere era il secondo posto. Detto questo, è evidente che sulla partita si possono fare tante riflessioni. Una lâho detto allâinizio, come fosse uno slogan, che è il modo migliore per sintetizzare quello che si è visto in campo: zero tiri in porta del Napoli. Il secondo è che il Napoli, senza la grinta, le motivazioni, la carica, la rabbia, lâapplicazione e la concentrazione â tutte qualità di Antonio Conte â è una squadra che mette in scena una partita veramente deludente. Forse la peggior partita di Conte alla guida del Napoli. Come peraltro per la Lazio sembra la miglior partita, se non altro di questâanno, di tutta la stagione. Può essere anche di buon auspicio per la Lazio in vista della semifinale di ritorno contro lâAtalanta in Coppa Italia. Per il Napoli è una partita incomprensibile, o meglio: se si prova a comprendere qualche ragione, bisogna affondare la spiegazione non tanto sulla singola partita contro la Lazio, ma su tutta la stagione in generale. Allora, primo: Kevin De Bruyne è un campione, ripeto, un campione, ma è come un gioiello costosissimo e raffinatissimo messo su un abito casual, sulla tuta. Stona quasi, perché sembra che non si sia mai trovato il feeling, la sintonia tra quello che poteva dare De Bruyne sulla carta e quello che ha dato invece sul campo.
Sempre a proposito del mercato, un altro difensore: anche se chi ha giocato in maniera obiettivamente molto negativa è Buongiorno. Anche Beukema è un giocatore valido, un difensore valido, ma Rrahmani è unâaltra cosa. Beukema è stato pagato quasi 40 milioni, se non sbaglio. A proposito, sulla stessa cifra di 40 milioni o poco più, i soldi spesi per Højlund non sono assolutamente giusti, appropriati, adeguati al livello del giocatore, che non sarà Lukaku prime, ma è comunque un ottimo giocatore. Il numero dei gol conta fino a un certo punto, perché il lavoro câè. Però è ovvio che, se uno pensa ai soldi spesi per Højlund, che sono praticamente gli stessi spesi per Lucca, ecco che i conti non tornano. Il mercato non torna, anche se va detto che i vari Lucca, Lang, Nusa e altri giocatori un poâ così sono abbastanza periferici in una disamina che deve essere generale. Il Napoli dellâanno scorso ha sfruttato alcuni particolari che questâanno non si sono ripetuti. Il primo: il miglior giocatore del campionato, McTominay, che ha fatto una grande stagione anche questâanno, ma non è stato il migliore. Il secondo Lukaku, perché Højlund ha giocato una grande stagione complessiva, ma non è stato il Lukaku prime che spostava tutto.
Ancora, Politano non è più quello dellâanno scorso. A centrocampo De Bruyne è stato un gioiellino da incastrare non si sa bene come, e secondo me non si saprà nemmeno lâanno prossimo. Poi ci sono stati gli infortuni, però attenzione sugli infortuni, perché sono diventati a un certo punto lo scudo dalle critiche. Il Napoli sta perdendo lo scudetto a beneficio dellâInter, insegue anche il Milan indietro in classifica âperché ci sono gli infortunatiâ. Ok, vero. Il Napoli è uscito dalla Champions per gli infortuni. Va bene, tutto vero. Ma poi, quando sono rientrati e sono rientrati quasi tutti, si è visto che il Napoli si è ripreso sullo slancio, ma alla fine qualche piccolo problema â tipo appunto De Bruyne â riemerge esattamente come allâinizio, quando erano tutti a disposizione di Conte. Quindi attenzione a semplificare solo e soltanto con il discorso degli infortuni, che hanno in qualche modo ridimensionato la stagione del Napoli se confrontata con quella dellâanno scorso.
à un Napoli che, a prescindere dagli infortuni e anche dalle otto partite in più giocate per via della Champions League, non ha reso come lâanno scorso. A meno che non ci sia anche il famoso dubbio che personalmente mi accompagna da tanti mesi. Il Napoli lâanno scorso ha vinto un campionato meritatissimo, anche perché â se parlate con me â tutti i risultati sono meritati, a meno che non ci sia un errore clamoroso e certificato da parte dellâarbitro. Quindi il Napoli ha vinto lâanno scorso un titolo meritatissimo, che un poâ ha perso anche lâInter.
Questâanno non si può dire che lâInter vinca lo scudetto perché un poâ lo ha perso il Napoli, un poâ il Milan, un poâ la Juve. Lâanno scorso invece la frase âil Napoli vince perché lâInter perdeâ aveva un senso logico. Lo stesso senso logico che ha, lo ripeto ancora una volta senza ipocrisia, la frase di Conte: âil secondo è il primo dei perdentiâ. à una grande verità . Secondo, terzo e quarto posto non valgono nulla: vale soltanto lâammissione alla Champions League. Attenzione però, perché a 66 punti, con Milan, Juve, Roma e Como, il Napoli ha un calendario agevole, però tre vittorie le deve fare nelle prossime cinque partite, altrimenti rischia. E allora non diventa più il secondo posto il primo dei perdenti: diventa il quinto il primo dei fallimenti".
?