Ultime notizie Napoli - Alfredo Pedullà, giornalista, ha commentato Genoa-Napoli 2-3 sul proprio canale YouTube.
Di seguito uno stralcio del suo intervento:
"Genoa-Napoli è stata una partita incredibile, una partita come se ne vedono poche, per la modalità e per come il Napoli ha vinto in dieci contro undici dopo l’espulsione di Juan Jesus, sul 2-2, dopo un primo tempo che aveva visto il flash iniziale del Genoa: il gol trovato in avvio grazie a un errore di Buongiorno, con il rigore trasformato da Malinovskyi. Poi ho visto soltanto il Napoli, un grande Napoli che ha giocato, ha reagito, ha colpito con Højlund grazie a un tiro di McTominay, ha raddoppiato con McTominay, che è assolutamente il valore aggiunto di questa Serie A e sta confermando di essere imprescindibile fino a quel momento. Sì, pioveva su Marassi, ma poi per il Napoli grandine e tuoni. Non bastava la pioggia vera dal punto di vista meteo: grandine di tutti i tipi, neve, nevischio, bufera di tutto e di più.
L’ennesimo infortunio della stagione — non so più quanti siano, 35 o 36, ho perso il conto — ma evidentemente qualcosa non ha funzionato e devi rivisitare, devi mettere in campo i giovani. Hai soltanto infortunati e torni in campo con la necessità di voler chiudere la partita, di andare sul 3-1 malgrado le assenze. Poi l’ennesimo errore, incredibile errore: due errori incredibili da parte di Buongiorno, il secondo dei quali procura il famoso contropiede di Colombo. Qui non si tratta, con tutto il rispetto, e mi dispiace per Buongiorno che è uscito tra le lacrime, confortato da Conte e dallo staff. Qui non si tratta di valere 40, 30 o 18 milioni in Serie A: due errori così sono sinceramente inconcepibili. Si può sbagliare. Sbagliamo tutti: chi sbaglia più, chi sbaglia meno, chi sbaglia sempre, chi sbaglia spesso. Non c’è tizio che possa dire “io sbaglio mai”. Sono stati due errori gravi che hanno costretto poi Conte a cambiare Buongiorno per mettere Beukema, non immaginando Conte che un’ingenuità di Juan Jesus su Ekuban avrebbe poi portato il Napoli a giocare la partita, negli ultimi 20 minuti circa, più o meno, in dieci contro undici.
E qui il Genoa non mi è piaciuto, perché per me De Rossi l’ha interpretata male. O meglio, la trasmissione dei dati di De Rossi non ha attecchito e la squadra ha giocato una partita troppo frenetica. Il Genoa è quasi come se dovesse trovare il gol più con la forza dei nervi piuttosto che con la serenità che ci vuole in questi casi: giocare tranquilli e gestire la situazione. Poi è entrato Cornet e ha fatto un disastro, perché non soltanto il rigore è su Vergara, ma ha gestito malissimo due palloni, per la disperazione del Genoa che ha perso in superiorità numerica. Questo è pesante per la disperazione del Genoa, che avrebbe voluto gestire meglio gli ultimi palloni per andare sul 3-3. Non è stata una scelta felice. Il Genoa deve anche meditare sul fatto che, tra Roma-Lazio e Napoli in casa, abbia perso punti pesantissimi negli ultimi secondi grazie a due rigori contro.
Tra l’altro, Højlund fa doppietta: non è un rigorista. Il primo rigore in Italia lo aveva calciato da cinque metri e mezzo, sei, ed è stato fortunato che il pallone sia finito lo stesso in porta. Oggi il Napoli ha delle certezze assolute e imprescindibili dal mio punto di vista. Lobotka: uno dei migliori in Europa per qualità, quantità, continuità, abnegazione. Sta sempre su ogni parte del campo: costruisce, cuce, ricama, taglia, interviene, va in tackle, non spreca un pallone. McTominay ha numeri clamorosi: 10 gol quest’anno, 25 tra gol e assist in un anno e mezzo di Serie A. Un acquisto spaziale, un riferimento assoluto. È normale: esce lui e si spegne la luce, perché ti mancano gli altri e, non avendo gli altri più McTominay, sei in una situazione calcisticamente drammatica. Devi aggrapparti alla speranza di poter resistere, reggere, finché Buongiorno non commette quell’errore, poi ne commette un altro.
Concessi il gioco, mi ha colpito molto il fatto che Conte dicesse a Meret: “Rinvio lungo, verticale, non voglio fraseggio e possesso”, perché fraseggio e possesso in dieci contro undici puoi fare poco: devono aiutarti gli altri. Mi dispiace molto, e lo dico senza peli sulla lingua, che Vergara — che ha giocato in una situazione tattica difficile, ricoprendo più ruoli — sia stato anche un po’ bacchettato dal commentatore tecnico Stramaccioni. Oggi Vergara non mi è piaciuto, ma se noi pensiamo che agli stranieri strapagati certe volte concediamo giustamente il tempo, Vergara ha giocato in un contesto tattico difficile perché è partito in un modo e ha finito in un altro. Per fortuna, dopo quelle parole, ha dato una risposta: prima ha avviato un contropiede che il Napoli non ha giocato bene, poi è stato decisivo nell’azione del rigore.
Ma lasciateli tranquilli, lasciateli sereni. Non fate tutti i maestri per giudicare Tizio o Caio. Non possono sbagliare 20 minuti, che poi non sono neanche sbagliati. Devono lasciarli tranquilli. I professori c’erano una volta a scuola. Qui nessuno è professore. Non si può dire: “Non mi è piaciuto”. Ma cosa doveva fare Vergara? Ha dato una risposta e ha fatto poi quello che tu pensavi dovesse fare. Pensi che debba fare tutte le partite segnando un gol e servendo un assist? A cosa serve questa vittoria? A tanto. Non parlo di discorso scudetto: l’Inter sta meglio degli altri. Ma con una Champions così complicata da raggiungere per tutti — c’è concorrenza, la Juve, la Roma, ci sperano tutti — per il Napoli è una vittoria che vale cinque punti, non tre".