Ultime news Serie A - Domani sera all'Allianz sfida al Napoli per la Juventus di Luciano Spalletti, dopo giorni di ritiro: si ragiona sul futuro in casa bianconera, ma anche l'ipotesi di cambiare spaventa.
L'edizione torinese di oggi di Repubblica commenta la situazione drammatica della Juventus verso la sfida al Napoli:
"La sfida dell'Allianz Stadium di domani sera sarà la più drammatica, sportivamente parlando naturalmente, degli ultimi anni. [...] Un momento delicatissimo, una partita che vale qualcosa più dei canonici tre punti per Bremer e compagni, reduci dal ko di Genova e nel pieno del ritiro. Peserà tremendamente il risultato della partita che una volta valeva lo scudetto, anche per gli equilibri interni alla Juventus: in caso di sconfitta si aprirebbero scenari inaspettati fino a qualche settimana fa, con la panchina di Spalletti ancora più traballante. Resta da capire se questa, cioè l'esonero dell'allenatore, sia la soluzione migliore per un club che negli ultimi anni ha bruciato tecnici, rottamato dirigenti, cambiato giocatori immettendo quasi un miliardo e mezzo di euro in aumenti di capitale. Il risultato è che oggi alla Continassa in pochi sanno cosa significhi assumersi le proprie responsabilità , dalla dirigenza allo staff tecnico passando per i calciatori.
Nelle ultime settimane i tifosi hanno assistito a un balletto poco edificante: Spalletti ha spesso sottolineato, anche nella passata stagione, i problemi di personalità di una squadra costruita con tanti buoni calciatori ma nessuno di questi in grado di trascinare i compagni e di caricarsi le responsabilità (ancora questa parola), sulle spalle. Carnevali, nell'allenamento seguito al ko contro il Genoa, ha strigliato la squadra mettendola di fronte alle proprie responsabilità : resta da capire dove fosse prima la dirigenza, e soprattutto chi ha portato a termine una campagna acquisti che definire rattoppata, e forse troppo proiettata nel futuro e poco nel presente, come dimostrano i quasi 40 milioni spesi per un giovane di sicuro avvenire come Alajbegovic, pare un eufemismo. Le scelte evidenziano attenzione verso il futuro ma su cui oggi Spalletti può contare poco, visto che vive nel presente bianconero.

Per non parlare dei calciatori, che si lamentano delle troppe parole del tecnico e degli allenamenti poco impegnativi: vedendoli camminare per il campo a Marassi, la sensazione è che sarebbe limitante ridurre il problema della Juventus a quel singolo aspetto. E senza dimenticare che il turnover dei tecnici, tra traghettatori, fantomatici progetti e rivoluzioni filosofiche, ha portato a cambiare sei allenatori in sei anni.
Ecco perché domani sera non sarà soltanto un esame per Spalletti, ma per tutto il mondo bianconero: una sconfitta contro il Napoli significherebbe la bocciatura di un mondo e non soltanto di un allenatore. Detto questo, è inevitabile pensare ai tanti infortuni che hanno tormentato la Juventus in questa stagione: anche domani sera gli assenti saranno tanti, sette per la precisione visto che Ekathor si è allenato con il gruppo ed è ormai vicino al rientro. Un recupero che pesa tanto per l'allenatore di Certaldo, alla continua ricerca di un centravanti vero, in grado di dare centimetri e pericolosità offensiva alla squadra".