Pelillo... nell'uovo - Vince ma non convince, al Meazza la verità

Rubriche fonte : di Marcello Pelillo
Pelillo... nell'uovo - Vince ma non convince, al Meazza la verità

Il risultato è certamente l'obiettivo principale, la cosa più importante. Stavolta è stato il turno di Meret, bravo a togliere le castagne dal fuoco con una prodigiosa parata nel finale. Un vero riscatto per lo sfortunato talento azzurro, spesso alle prese con guai fisici. Una scommessa soddisfacente per la società, che ha scelto l'ex numero uno della Spal senza farsi condizionare dalla maggiore esperienza dei contendenti all'eredità di Reina. Quello del portiere è stato un vero gol dell'ex, contro una squadra che ha un legame storico con il Napoli. Proprio contro i ferraresi arrivò il primo trofeo della storia azzurra, nella finale di coppa Italia del 1962. Una coppa da record perché il Napoli di Lauro, Fiore e Pesaola militava in B e ancora oggi nessuna squadra cadetta è riuscita nell'impresa. La vittoria di misura tiene il Napoli aggrappato alla capolista, ma gli azzurri non arrivano in buone condizioni al giro di boa. È la terza gara consecutiva in cui la squadra agguanta la vittoria grazie alla giocata individuale arrivata nel finale. Due volte Milik e poi Meret hanno regalato i tre punti a pochi minuti dal triplice fischio. È un Napoli che vince soffrendo da troppo tempo, nonostante il turnover di Ancelotti. Il mister ha distribuito il carico tra i suoi, ma questo non è bastato per avere una squadra sempre brillante. Questo gruppo, del resto, non è mai riuscito a gestire le gare a ritmo basso. È come chiedere ad uno scalatore di pedalare in salita in maniera costante, senza strappi. I numeri, però, sono tutti a favore dei partenopei. Un solo punto in meno rispetto allo scorso anno, quattordici punti di vantaggio in zona Champions, sette sull'Inter che conserva il terzo posto. È proprio la Milano nerazzurra ad attendere gli uomini di Ancelotti tra settantadue ore. Un impegno al quale il Napoli arriva in doppia veste. I ragazzi di Ancelotti hanno la classifica dallo loro ma la squadra deve ritrovarsi sotto il profilo tattico. Il Meazza sarà un buon termometro per la salute degli azzurri. La sfida contro i meneghini dirà se il calo del ritmo avvertito nelle ultime settimane ha una natura atletica o mentale. La mancanza di brillantezza potrebbe essere dovuta, in realtà, al calo dei "piccoletti". Insigne e Mertens non sono al meglio e il calcio insegna che se le punte non girano, non si può tenere alto il ritmo. In tal senso, Ancelotti potrebbe cambiare le carte in prima linea sin da subito. Intanto Verdi scalpita per rientrare e a Milano potrebbe toccare nuovamente a Milik, uno stadio che grida vendetta per il polacco. Vedremo...

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