Il giorno dopo Napoli-Dnipro 26 anni dopo la doppietta di Carnevale che stese il Bayern Monaco e spalancò le porte della finale al Napoli di allora, è mancata la doppietta di Higuain per ipotecare la finale di Varsavia. Magari il Pipita l’avrà serbata per il ritorno. Ieri come allora, pubblico delle grandi occasioni e spettacolari coreografie. Passano gli anni, i giocatori, i Presidenti, gli allenatori, resta intatta la passione per questi colori.
Il giorno dopo Napoli-Dnipro la prima sorpresa la regala Benitez . Maglia da titolare per Jorginho chiamato in causa per dare ordine e geometrie. E, manco a dirlo, non ci riuscirà. Un’infinità di passaggi all’indietro e quei pochi in avanti, sempre errati per tempi e misura. In coppia con lui, l’inamovibile D.Lopez. Più che dare ordine, sembra impegnato in una gara con l’ex Verona a chi scarica più volte indietro il pallone. Lo spagnolo, però, se non altro, si produce anche in tocchi in orizzontale. Alla fine svolgerà alla grande il suo compitino. Come al solito. Non si capisce però perché non giochi con il grembiulino. In sostanza, i due di centrocampo non appaiono all’altezza, per valori tecnici, ai compagni della prima linea e all’importanza della competizione. Ma questo passa il convento e Benitez non ha neanche le campane per svegliarli.
Il giorno dopo Napoli-Dnipro pronti via e gli ucraini subito fanno vedere di cosa sono capaci: di niente o quasi. Squadra costantemente bassa. Tutti dietro la linea del pallone. Stile Ascoli di Mazzone. E, quando sono in possesso, palla lunga a cercare l’unico attaccante e al massimo, uno due centrocampisti a caccia della “seconda palla”. Il tutto condito da valori tecnici modesti. Davvero poco roba.
Il giorno dopo Napoli-Dnipro, per gli azzurri non è facile. La manovra appare lenta. Callejon e Insigne si tengono giustamente larghi, ma mancano i repentini cambi di gioco e le veloci verticalizzazioni nel mezzo. Nella zona centrale, troppi scolari e poco fosforo. Forse Hamsik tra i due di centrocampo sarebbe potuta essere una soluzione con Gabbiadini ad aiutare Higuian che trascorrerà un primo tempo chiuso nella morsa di un paio di giganteschi difensori centrali. Ma il giorno dopo è tutto più facile. La prima frazione scivola via senza particolari emozioni. L’unica la regalerà Insigne con un gran tiro dalla distanza. Forse una variante da provare più spesso contro squadre arroccate nei propri sedici metri.
Il giorno dopo Napoli-Dnipro, la ripresa si apre come meglio non si potrebbe. Da azione d’angolo, segna Lopez. Nell’unica maniera a lui congeniale: da fermo e di testa. La rete lo galvanizzerà. Prenderà a giocare meglio. Sempre pronto a prendere a capocciate i palloni alti degli ucraini. Il pubblico apprezzerà. E gli regalerà applausi anche per una scialba conclusione dalla distanza. Intorno al 70° lascerà il campo a Gargano. Cambierà poco.
Il giorno dopo Napoli-Dnipro, dopo lo svantaggio, gli ucraini sembrano accusare il colpo. E per una buona ventina di minuti sbandano. Le maglie della prima linea di difesa si allargano. Tra queste si sistema Hamsik che in un paio di circostanze lancerà a rete Higuain. Il Pipita, poco lucido, sprecherà. Peccato. La pratica Dnipro la si poteva tranquillamente chiudere ieri sera.
Il giorno dopo Napoli-Dnipro, come spesso accade nel calcio, goal sbagliato, goal subito. Nell’unica vera azione concessa agli avversari, il Napoli incasserà il pari. Ghoulam abbandona il proprio uomo sulla sinistra. Traversone a centro area e il nuovo entrato Seleznyov, in netta posizione di fuorigioco, batterà Andujar. L’inutile mezza dozzina di stoccafissi norvegesi chiamata ad arbitrare convaliderà tra lo stupore generale. Inconcepibile. Nel dopo gara, il Presidente De Laurentis tuonerà a ragione la propria rabbia. Purtroppo, il calcio è questo. Se non chiudi le gare, una rete la puoi sempre subire. Per una deviazione, per un eurogol dai trenta metri e anche per conclamata incapacità degli arbitri. E anche questo ci può stare.
Il giorno dopo Napoli-Dnipro nei dieci minuti finali più recupero il Napoli ci proverà. Benitez getterà nella mischia Gabbiadini. Forse tardivo il suo ingresso; come anche quello di Mertens al posto di Insigne che ormai non ne aveva più. Collezionerà calci d’angolo e qualche tiro della distanza. Poco per provare almeno a vincerla.
Il giorno dopo Napoli-Dnipro racconta di una sestina arbitrale non all’altezza, ma anche di un Napoli che ha regalato un tempo agli avversari. Nella prima frazione si poteva e si doveva fare di più. Contro squadre così chiuse, forse era necessario andare ad aggredirli sopra. Anche perché i limiti tecnici dei difensori avversari sono apparsi evidenti. Ed è risaputo che rubare palla quando gli avversari sono in “uscita” – con il reparto arretrato senza punti di riferimento in marcatura – facilita le soluzioni d’attacco. Purtroppo, Jorginho è apparso “molle” nei contrasti e Lopez è più un elemento di posizione che di dinamismo.
Il giorno dopo Napoli-Dnipro il risultato di ieri sera, consentirà agli ucraini di disputare la gara di ritorno nella stessa maniera. Una muraglia difensiva a caccia dello zero a zero che spalancherebbe loro le porte della finale. In pratica, si ritroverebbero a Varsavia senza aver “giocato”. Ma il Napoli, apparso nettamente superiore per valori tecnici, ha tutte le carte in regola per andare a conquistare la finale in quel di Kiev. Servirà più determinazione sotto rete e quel pizzico di cattiveria e dinamismo in più che non guasta mai. Dopo il risultato di ieri, Varsavia si è un pochino allontanata ma è ancora nitida e visibile all’orizzonte. La marcia di avvicinamento è già ripresa.
Stefano Napolitano