IL GIORNO DOPO LA VENTISETTESIMA GIORNATA... Obbadi-Obbadà, la gastrite di Higuain ed il 'cotanto spessore' del mister

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Il giorno dopo la ventisettesima giornata una domenica con solo tre partite alle 15:00. Sempre peggio. Ormai per poter seguire l’intero turno di campionato bisogna mettersi in ferie. Il giorno dopo la ventisettesima giornata per ritrovare gioco e risultati anche in campionato, Benitez, in quel di Verona, sull’altare del turn over, questa volta sacrifica addirittura Higuiain. E anche Callejon. Troppa qualità fuori dal campo. Chi invece gioca sempre, è De Guzman. Un vero mistero. Forse Gabbiadini, il naturale sostituto dello spagnolo, non è in perfette condizioni. Altrimenti non si spiega. Entrerà nel finale e da fermo centrerà un palo clamoroso.

Il giorno dopo la ventisettesima giornata, al posto degli ex Real, Zapata e appunto il corridore De Guzman. Purtroppo, tra i due i titolari e i loro sostituti, vi sono almeno tre/ quattro categorie di differenza. La triste realtà è questa. E in campo si vede eccome.

Il giorno dopo la ventisettesima giornata. Rispetto alla partita contro la Dinamo Mosca, passi avanti. Questa volta gli azzurri ci mettono ben sei minuti per subire il goal. Mesto prima ci prova lasciando in gioco Juanito Gomez che si lascia ipnotizzare da Andujar. Poi, non contento, ci riprova e ci riesce facendosi sorprendere da Toni. Napoli sotto e gara subito in salita. Reazione degli azzurri inesistente e poco dopo il 30° De Guzman vuole anche lui partecipare alla “festa”. Sbaglia l’ennesimo passaggio e lancia il Verona in contropiede. Jankovic sfiora il raddoppio. Al 45°un solo goal di svantaggio è una mezza vittoria.

Il giorno dopo la ventisettesima giornata, a Verona si è ripetuta la stessa storia di Palermo. I Mesto, i De Guzman, i D. Lopez, i Britos, gli Zapata, tutti insieme non si possono concedere neanche al Verona. Il problema è che in tanti li ritengono elementi d’alta classifica. E anche “utili e funzionali”. A cosa non ci è dato di saperlo.

Il giorno dopo la ventisettesima giornata, nell’intervallo andrebbero sostituiti tutti o quasi. Benitez non può farlo. Però magari almeno un paio andavano tolti, anche a caso. Pure per dare un segnale. E invece si ricomincia con gli stessi undici.

Il giorno dopo la ventisettesima giornata, la ripresa inizia peggio del primo tempo. Anche D. Lopez, come al solito tra i peggiori, vuole partecipare alla “festa” e ci riesce alla grande. Sbaglia anche il suo classico passaggio laterale e innesca il contropiede scaligero. Nessuno riesce a fermare Hallfredsson e Luca Toni, alla soglia delle quaranta primavere, batte ancora Andujar. E la partita finisce qui. Inutili e tardivi i cambi. Entra anche Higuain. Prova un paio di uno – due con Zapata, che tenerezza. Non gli tornerà indietro un pallone. E la sua gastrite aumenta sempre di più. Comprensibile.

Il giorno dopo la ventisettesima giornata. Il Verona si difende senza soffrire. Gli azzurri finiranno con sei attaccanti e tireranno una sola volta in porta. Tale Mounir Obbadì- Obbadà, onesto centrocampista marocchino, farà ballare l’intero centrocampo azzurro e l’imbarazzante Lopez non la vedrà mai. E non solo lui.

Il giorno dopo la ventisettesima giornata. Terza sconfitta nelle ultime tre trasferte. Contro Palermo, Torino e Verona, mica contro le prime! Sei reti al passivo e zero realizzate. Un bel sei a zero tondo. Appena quattro punti nelle ultime cinque partite, anche l’Empoli ha fatto meglio. In campionato si è quasi in caduta libera. Purtroppo, dopo la campagna di “rafforzamento” estiva che ha palesemente indebolito l’organico, i nodi stanno venendo al pettine. E chi sostiene il contrario o non mastica calcio o è in malafede.

Il giorno dopo la ventisettesima giornata. Sul banco degli imputati finiscono tutti. Ovviamente anche il mister. Benitez si, Benitez no. Il problema non è questo. Il problema è un altro. Se non è riuscito un grande allenatore di cotanto spessore a farsi acquistare i giocatori che voleva, chi ci riuscirà mai.....D.Lopez, De Guzman, Henrique......ne arriveranno ancora. Questo è il problema. E i Cavani, i Lavezzi, i Reina, i Callejon, gli Higuain, continueranno ad andare via...e questo è un altro problema.

Stefano Napolitano

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