Il giorno dopo la quinta giornata. Il turno infrasettimanale è aperto dal Milan ad Udine. I rossoneri la spuntano non senza difficoltà. Per i friulani seconda sconfitta consecutiva tra le mura amiche. Le milanesi non stanno offrendo un buon calcio, ma macinano punti.
Il giorno dopo la quinta giornata. Dopo le roboanti vittorie contro il Brugge e la Lazio, Napoli chiamato a dare seguito agli ultimi ottimi risultati. Per farlo, Sarri si affida all’ormai tanto conclamato 4/3/3. Turn over limitato. Confermati per nove undicesimi quelli che hanno demolito i biancocelesti. Riposano solo Callejon e Jorginho. Dentro Mertens e Valdifiori.
Il giorno dopo la quinta giornata. Pronti via e per chi si aspettava un Napoli garibaldino e a testa bassa resterà sorpreso e forse anche un poco deluso. Gli azzurri non pressano alto. Si affidano ad uno sterile giro palla. Anche lento. E ogniqualvolta recuperano palla, non aumentano il ritmo, lasciando al Carpi la possibilità di sistemarsi in difesa e di comporre le due linee difensive. Una da cinque e l’altra da quattro.
Il giorno dopo la quinta giornata nel primo tempo il Napoli confeziona un paio di situazioni pericolose ma niente di più. Una se la inventa Higuain con una girata fulminante che sfiora l’incrocio dei pali. Solo nei minuti finali della prima frazione gli uomini di Sarri aumentano l’intensità del pressing, la squadra sembra voler sistemarsi più alta. In questa maniera gli azzurri riescono a recuperare palla più sopra con il Carpi che almeno ha un paio di uomini in “uscita”. Se non altro un timido segnale di risveglio al termine di un primo tempo non certo entusiasmante. E poco conforta che sugli altri campi non è che le cose siano andate meglio. Al termine dei primi tempi, appena due le reti realizzate in serie A.
Il giorno dopo la quinta giornata forse memore degli ultimi minuti del primo tempo, Castori nella ripresa ordina ai suoi di non giocare affatto. Ogniqualvolta gli emiliani recuperano il pallone lo scaraventano in avanti riconsegnandolo al Napoli. Purtroppo spesso e volentieri gli azzurri non sanno cosa farsene. Sarri prova a vivacizzare la manovra inserendo Jorginho al posto di uno spento e abulico Valdifiori. Entreranno anche Gabbiadini e Callejon. Forse tardivo l’ingresso di entrambi.
Il giorno dopo la quinta giornata nella ripresa il Napoli ci proverà senza la giusta convinzione. Normale amministrazione per Brkic’. Qualche tiro dalla distanza, qualche mischia pericolosa, ma niente di più. L’unica vera palla goal capiterà quasi allo scadere sui piedi di Gabbiadini. L’ex blucerchiato la sprecherà calciando fuori da ottima posizione. Al Napoli non sono bastati oltre 96 minuti per avere la meglio sul Carpi. Gli azzurri raccolgono un solo punto contro una compagine ampiamente alla portata. La squadra di Sarri sale a sei punti in classifica. Davvero pochi. Pochissimi se si considerano gli avversari affrontati.
Il giorno dopo la quinta giornata dopo la scorpacciata di goal nelle ultime due gare, il Napoli si ferma contro il Carpi. E forse anche i prematuri voli pindarici. Si torna tutti quanti con i piedi per terra e non è proprio un male. Purtroppo pessimo è stato l’approccio alla gara. Non si è ben capito perché il Napoli non sia partito a testa bassa alla ricerca del goal che avrebbe sbloccato la gara anche tatticamente. Forse si sono temute oltremisura le ripartenze del Carpi. Forse si è temuto che alla lunga ci sarebbe potuto essere un calo atletico. O forse, più semplicemente, si è sottovalutato l’avversario. Queste gare vanno sbloccate subito, il tempo che passa finisce solo per galvanizzare gli avversari e per innervosire chi è costretto a vincerle. In ogni caso, una partita sbagliata e altri due punti persi.
Il giorno dopo la quinta giornata, la gara contro il Carpi non è certo la prima che il Napoli sbaglia. E purtroppo, molto probabilmente, non sarà l’ultima. A questa squadra sembra mancare la capacità di cambiare ritmo in corsa. Sarri appare bravo e preparato ma resta sempre un allenatore che ha vinto appena nove partite in serie A. E lo scorso anni, l’Empoli fu la squadra che mise insieme il maggior numero di pareggi a fine stagione, ben 18. Gli azzurri sono già a quota tre pari in appena 5 gare. E con i tre punti a vittoria, i pareggi sono delle mezze sconfitte.
Il giorno dopo la quinta giornata, con la sconfitta della Roma contro la Sampdoria trascinata da uno strepitoso Eder, sono bastati cinque turni per far si che le prime cinque classificate dello scorso anno abbiano già perso tutte. E questo la dice lunga sull’equilibrio che sta regnando in questo inizio di campionato. I campioni d’Italia della Juventus sono già a meno dieci dalla vetta. Comanda la classifica l’Inter di Mancini a punteggio pieno. I nerazzurri sono primi con il nono attacco del campionato. Hanno la miglior difesa, appena una rete subita e questo in Italia paga sempre. Volano anche il Sassuolo e una rivoluzionata Fiorentina. Purtroppo il Napoli non ha saputo approfittare del calendario non proprio proibitivo e della falsa partenza di compagini quali la Roma e la Juventus. Mancano 48 ore alla sfida proprio contro i bianconeri. Al momento è una sfida tra le due più grandi delusioni di questo inizio stagione. I numeri questo dicono e mai mentono.
Stefano Napolitano