Il giorno dopo Empoli-Napoli...L'allenamento del mercoledì, l'alibi che non regge ed il campanello d'allarme

Rubriche fonte : Stefano Napolitano
Il giorno dopo Empoli-Napoli...L'allenamento del mercoledì, l'alibi che non regge ed il campanello d'allarme

Il giorno dopo Empoli – Napoli. Ma forse sarebbe più corretto scrivere il giorno dopo la seduta di allenamento del mercoledì sera. E non si è trattato neanche di una seduta intensa, molto blanda, più finalizzata allo scarico. Niente carichi e nessuna ripetuta. Ritmo soft, stile quello dell’Olimpico di domenica scorsa. La differenza è che i giallorossi si sono adeguati anche perchè sono da un mese senza più benzina e voglia. Ieri sera quelli dell’Empoli, a differenza di quelli del Napoli, sapevano benissimo che trattavasi di una partita di campionato e non di una seduta di allenamento. Forse gli azzurri non erano stati avvisati che invece c’era da disputare la trentesima giornata.

Il giorno dopo Empoli – Napoli. Le motivazioni diverse non possono essere un alibi. Le grandi squadre le motivazioni le trovano sempre. La crescita avviene anche attraverso l’essere competitivi sempre. Ancelotti getta tre seconde linee nella mischia dal primo minuto. Spazio a Luperto che soffrirà non poco la velocità di Farias e Caputo che, con tutto il rispetto, sono sempre Farias e Caputo. Ounas che quando gioca dall’inizio, ieri sesta da titolare, non ne indovina una. Maglia da titolare anche per Younes: non lascerà traccia. Al resto ci penseranno Allan che certe volte si crede Modric e cerca imbucate impossibili che puntualmente fanno ripartire gli avversari. Milik che non ne beccherà una di testa né in attacco né in difesa come in occasione del raddoppio toscano. Ma nel complesso, tutti insufficienti. A salvarsi, in parte, il solo Meret. In un’epoca di portieri con pose da portieri di pallamano in uscita, il numero azzurro attacca lo spazio e la palla come un portiere di altra epoca.

Il giorno dopo Empoli – Napoli. Dopo il primo svantaggio se non altro, gli azzurri hanno provato ad organizzare una reazione e hanno trovato il pari con una magia dalla distanza di Zielinski. Dopo il secondo svantaggio neanche la reazione c’è stata. Ancelotti ci ha provato inserendo prima Fabian Ruiz e Mertens e poi anche Verdi che però è entrato già stanco. Forse la panchina era scomoda e deve aver riposato male. Vere occasioni per provare ad evitare una inopinata sconfitta non se ne ricordano. Anzi, sono stati i toscani a sfiorare più volte il terzo goal.

Il giorno dopo Empoli – Napoli. E’ finito male l’allenamento del mercoledì. Tutti gli attaccanti in campo e con Luperto nei sedici metri avversari. E’ finito male perché da queste partite si attendono risposte da chi in genere gioca meno e che, puntualmente, non arrivano specialmente quando sono schierati titolari. E’ finito male perché dopo la passeggiata dell’Olimpico il Napoli aveva il dovere di onorare anche questo impegno. Per il prestigio, per la maglia e per i tanti tifosi al seguito. Perché contro la terz’ultima in classifica con la peggior difesa del campionato, non si può perdere e giocare come ieri sera.

Il giorno dopo Empoli – Napoli. Per Ancelotti un brusco campanello d’allarme, anzi una vera e propria campana, di quelle enormi i cui rintocchi nei piccoli centri svegliano l’intero paese. La partita di Londra non è poi tanto lontana e vale un’intera stagione. E l’approccio dovrà essere completamente diverso. Altrimenti si divertiranno solo gli avversari.

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