BIDONI AZZURRI - Affondò...Galeone. Dov'era finito il fantasista 'mandato' da Baiano ed Eranio?

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BIDONI AZZURRI - Affondò...Galeone. Dov'era finito il fantasista 'mandato' da Baiano ed Eranio?

Diciamo che lui, più di qualcun'altro, ha diverse attenuanti a suo favore. L'arrivo di Aljosa Asanovic a Napoli coincise con un periodo nero per la squadra azzurra che navigava in una posizione di classifica deficitaria, così come la società nel suo complesso. Scaricato dal Derby County, il centrocampista croato, all'ora trentaduenne, sbarcò a Napoli su consiglio di Eranio e Baiano, con qualche chilo di troppo, ma presto ritrovò la condizione migliore giusto per fare bella figura ai Mondiali di Francia '98 con la nazionale croata. Giovanni Galeone fu entusiasta del suo arrivo, e a Max Allegri (attuale allenatore del Milan) aggiunse la tecnica e il carisma del talento croato per formare un centrocampo dall'età avanzata. «Lo conosco da vent’anni, da quando ne aveva dodici. Nessuno come me sa quanto sia bravo. Stiamo parlando d’un signor giocatore. Un gran colpo davvero. Non pensavo che lo si potesse seriamente portare a Napoli» queste le parole ricche di gioia del tecnico azzurro Galeone al suo arrivo in Italia. L'annata non fu delle migliori, il Napoli nella stagione '97/'98 collezionò una serie di 'bidoni' indimenticabili: da Calderon a Prunier, passando per le 'follie' di Reynald Pedros e l'anonimato di Damir Stojak. Poi alla lunga lista si aggiunse anche Aljosa Asanovic, che effettivamente sembrava potesse essere il salvatore della grave situazione partenopea. Lento, macchinoso e svogliato, il suo allenatore provò più volte ad affidargli il ruolo di metronomo, ma il diretto interessato non apprese che non si poteva giocare 'da fermi', serviva corsa, cattiveria e inventiva, ma lui non possedeva nessuna di queste doti. Quindici presenze in maglia azzurra senza mai togliersi la soddisfazione di poter esultare sotto la curva del San Paolo. «Asanovic e’ un giocatore di talento, dotato di un’ottima tecnica, con un gran sinistro, micidiale nei calci piazzati.- diceva il suo compagno al Derby County, Ciccio Baiano - E’ molto valido, puo’ far bene in serie A. E’ un fantasista, e come tutti ha bisogno della carica, di sentirsi addosso la fiducia dei tifosi e del gruppo. Comunque capisce gia’ bene l’italiano, e questo e’ un vantaggio per ingranare presto». Baiano non fu l'unico a descriverlo come il 'numero 10' per eccellenza, anche se le sue referenze parlavano chiaro: sessantadue apparizioni con la maglia della nazionale 'a scacchi' e quattro reti, fu il primo marcatore della neonata, all'epoca, rappresentativa croata nel 1990. In tanti rivedevano in lui il mago del Milan, Zvone Boban, ma forse l'unica cosa che li accomunava era l'accento straniero e nulla più. "Non so chi è più lento tra Asanovic e Giannini", così un tifoso commentò la sua prima prestazione sotto gli occhi dell'esigente pubblico napoletano. Diciamo che Aljosa Asanovic, piede vellutato e passo compassato, usò quei disgraziati mesi al Napoli come preparazione atletica alla kermesse francese. Giocò con la sua Croazia un mondiale da califfo in un centrocampo di qualità come poche volte si è visto. I palleggiatori del centrocampo della Croazia, che alla fine fu 3° ai mondiali di Francia 1998 si chiamavano Aljosa Asanovic, Zvonimir “Zorro” Boban e Robert Prosinecki (uno che avrebbe potuto essere un big come e forse più dello stesso Boban). Il suo addio a Napoli e all'Italia diede il via a una nuova esperienza estera, lo acquisto il Panathinaikos, squadra campione di Grecia che se lo 'coccolò' per due stagioni, fino a quando anche 'la patria degli Dei' capì che forse l'anagrafe non era più dalla sua parte, così Asanovic si trasferì in Austria (con la maglia dell'Austria Vienna), poi in Australia (Sidney), per fare poi ritorno in patria con la casacca della sua città natale, l'Hadjuk. Andrebbero intervistati i suoi compagni di squadra nel Napoli, solo loro potranno esprimerci l'amara delusione che ricevettero vedendolo 'passeggiare lentamente' sul terreno del Centro Paradiso di Soccavo.

«A 32 anni e’ un’occasione da non buttar via. Voglio far bene a Napoli per tornare in nazionale e disputare da protagonista i Mondiali. Spero di seguire l’esempio di Boksic e Boban. Giocare in Italia e’ sempre stato il mio sogno»
(Aljosa Asanovic, centrocampista Derby County, dopo la firma del contratto con il Napoli)

«Ha una grande tecnica, e’ un creativo, e’ uno che ha bisogno di fiducia, di essere stimolato, di sentirsi importante. Gioca in funzione del pallone, ha un grande potenziale, ma e’ importante gestirlo bene, fargli capire quel che si richiede da lui. Per le sue caratteristiche, in Italia dovrebbe rendere ancor di piu’ che in Inghilterra. La situazione al Napoli non e’ delle migliori, ma la fiducia del tecnico sapra’ sicuramente caricarlo»
(Stefano Eranio, centrocampista Derby County)

«Sto bene fisicamente e ho tanta voglia di rendermi subito utile. Magari gia’ contro la Samp. Dipende da Galeone, naturalmente. Lo conosco dai tempi in cui allenava il Pescara. Sliskovic mi ha sempre parlato molto bene di lui. Non ho mai giocato in una squadra in condizioni di classifica cosi’ precaria. Ma questo Napoli ha i mezzi e il tempo per rimettersi in carreggiata. Nella salvezza ci credo e faro’ la mia parte per raggiungere quest’obiettivo. Non ho mai visto Napoli, ma mi dicono tutti che per mentalita’ noi spalatini siamo simili ai napoletani. Cio’ mi aiutera’ a inserirmi piu’ facilmente in un ambiente che ha solo bisogno di tornare agli entusiasmi di un tempo. E’ inutile dire che quest’opportunita’ mi permette di completare al meglio la mia carriera. A giugno ci sono i Mondiali e il Napoli mi offre l’opportunita’ di arrivarci al massimo della condizione. Dimostrero’ che anch’io sono all’altezza del piu’ bel campionato del mondo»
(Aljosa Asanovic, centrocampista Napoli, il giorno del suo arrivo in Italia all’Aeroporto di Linate)

«Ha grandi piedi e una straordinaria personalita’. Insomma, parliamo d’un campione vero. Puo’ fare il centrale e il sinistro, come in nazionale. Calcia le punizioni in modo splendido. Nella Croazia devono litigare per chi le batte. Capirete, con lui, Boban e Prosinecki!»
(Giovanni Galeone, allenatore Napoli)

«Conto di poter mostrare ai napoletani cosa so davvero fare in campo»
(Aljosa Asanovic, centrocampista Napoli)

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Il tempo passa anche per lui, adesso è 'cresciuto'...AUGURI Aljosa..

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