Dalla Kyenge a Balotelli il passo è breve, i casi di razzismo diventano sempre più all’ordine del giorno. Domenica sera i "buu" discriminatori nei confronti di Mario Balotelli, durante Milan-Roma, ennesimo episodio infelice che ha costretto l'arbitro a sospendere la gara e il giudice sportivo a infliggere 50 mila euro di multa alla Roma, tanto c’è chi paga. La storia finirebbe (male) qui, e sarebbe (purtroppo) uguale a tante altre già successe, se non fosse che 24 ore dopo, in un'intervista alla Cnn, lo stesso Balotelli ha annunciato: “Ho sempre detto che se fosse successo in campo non avrei fatto nulla, ora ho cambiato idea. Se mi sarà rivolto un altro coro razzista, uscirò dal campo, perché è qualcosa di veramente stupido”. Supermario mette le cose in chiaro e per chi non l’avesse capito al prossimo "buu", l'attaccante del Milan e della nazionale lascerà il terreno da gioco in segno di protesta. Del resto, calpestare gli stadi d'Italia pedinato da cori a sfondo razziale, non deve essere semplice. Né per Balotelli, né per gli altri calciatori di colore che giocano in Italia. Invece di stemperare i toni c’è sempre qualcuno che li riaccende, anzi alimenta ancora di più un clima già di per sé infuocato. E chi poteva essere se non un leghista? Non un leghista qualunque, ma uno che sembra ci trovi gusto a fare delle infelici quanto evitabili uscite: Matteo Salvini. L’europarlamentare della Lega Nord riaccende il caso e lo ha fatto postando sulla sua pagina Facebook, che conta più di ventimila fan, un messaggio che non lascia spazio a molti dubbi: “Il signor calciatore Mario BALOTELLI dice che se ci saranno degli altri BUUU dai tifosi lascerà il campo… Allora io, al prossimo gol che sbaglia, lascerò lo STADIO!”. Evidentemente per Salvini i cori a sfondo razziale nei confronti di Mario Balotelli non sono poi così gravi. E a leggere i commenti al post, anche i suoi fan sono pienamente d'accordo ed è ciò che preoccupa di più.