Walter Veltroni ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport in cui ha parlato di Juventus-Napoli e non solo. Ecco quanto evidenziato da CalcioNapoli24:
Cosâè Juve-Napoli?
«Un tempo era Platini e Maradona, ora ha meno poesia e meno classe. Ma sono due grandi squadre. E sarà una bella partita, intrisa anche di quella contrapposizione giocosa, la migliore, che Cannavacciuolo ha mostrato con Chiellini nellâultima puntata di Masterchef».
Cosa le dice la sfida tra Spalletti e Conte?
«Due malati di calcio, due allenatori vincenti, due capaci di capire il posto in cui un giocatore è meglio venga schierato. Due caratteri caldi, spettacolari. Che si incrociano lungo la via tra Napoli e Torino, due città nelle quali ciascuno ha lasciato il cuore. Ma sono professionisti ed è giusto che si comportino come tali».
Torna Conte allo Stadium, nostalgia?
«Abbiamo vinto talmente tanto con Conte... come fai a non avere nostalgia di lui, di Allegri, di Lippi, di Trapattoni? Si ha nostalgia di quelli con i quali si è vinto. Quindi sì. Poi anche lui mi sta sempre molto simpatico perché è letteralmente dominato dal calcio, è pervaso dal calcio, è intriso di calcio. Capisce tanto di calcio. Se tu pensi come Conte trovò la Juve e come la cambiò in un solo anno, ecco quello ti dà la misura dellâallenatore. Perché a fare il grande allenatore con una grande formazione siamo bravi tutti. Fare il grande allenatore con una formazione così così, bisogna essere fenomeni».
Prima parlava di bandiere, Conte dopo la Juve ha allenato lâInter e il Napoli, lâha disturbata?
«No, questo è sempre avvenuto. Anche Trapattoni è andato allâInter, anche Lippi è andato allâInter. Per gli allenatori è un poâ diverso rispetto ai calciatori. Poi, credo che uno come Conte abbia sicuramente lasciato il cuore allâAllianz Stadium, no? Mi turba di più questo fatto di vedere giocatori che passano come delle meteore e che neanche faccio in tempo a impararne il nome. Ecco, sa che in questo momento non riesco ad affezionarmi a un giocatore? Ed è la prima volta che mi capita in vita mia».