L'edizione odierna della Gazzetta dello Sport, all'interno del proprio spazio aperto alle lettere dei lettori, propone un messaggio che arriva direttamente da un tifoso della Juventus. Ve lo proponiamo:
"Sono un abbonato in curva sud della Juventus, e purtroppo devo denunciare lo stato di abbandono a cui siamo sottoposti noi, gente per bene. Quest’anno è in atto uno sciopero del tifo, imposto dai cosiddetti «capi ultrà » (ufficialmente per il caro biglietti), che obbligano le persone a non cantare cori di incitamento verso la squadra. Nessuno si può azzardare ad esultare o incitare, perché subito uno di questi capetti ti fulmina con lo sguardo e ti intima di smettere, pena conseguenze ben più gravi. Nell’ultima partita di campionato questo silenzio imposto è stato interrotto a 10 minuti dalla fine per quei cori vergognosi che non meritano di essere associati a noi tifosi perbene, che andiamo allo stadio perché amiamo la Juventus e non perché odiamo qualcuno. E’ ora di dire basta a questi soprusi, la società deve allontanare questi 50 delinquenti, che tengono in ostaggio i veri tifosi della curva Sud. Paghiamo un abbonamento che sfiora i 600 euro, e vorremo essere liberi di gustare la partita, di poter cantare i cori di incitamento (e non di odio), tutelati da uno steward vicino, e non in un posto dove non esistono leggi se non quella del più forte. Faccio appello a chiunque possa aiutarci: ridateci la libertà di gridare forza Juventus"