L'edizione odierna del quotidiano "Il Mattino" pone un dubbio all'attenzione di lettori e tifosi: "Tornato Milik, giusto puntare ancora su Mertens?". In risposta, si propongono alcune varianti tattiche, ad esempio, l'inserimento del polacco: "al posto di Mertens, spostando Dries sulla fascia e facendo riposare Insigne. Certo, il Chievo potrebbe essere il test giusto per comprendere se la stella polacca si possa illuminare ancora e se è dunque tornata la corrente. Quel che conta, per prima cosa, è che Milik è riuscito a dare una prima risposta alla domanda delle domande, ovvero se non abbia un destino da colosso d’argilla. Bravo, ma delicato come una porcellana. Non è così: la cura atletica di quest’ultimo mese e mezzo, da quando è tornato ad allenarsi in prima squadra, gli ha ridato muscoli e velocità. Mezz’ora e si è avuto l’impressione che Sarri può davvero far affidamento sul giovane polacco".
Tante le alternative tattiche, adesso: "Sarri può anche mandare in soffitta per un po’ di tempo il 4-3-3 e puntare sulla variante del 4-2-4 o 4-2-3-1 se preferite così". Ma Sarri non sembra molto propenso a rivoluzioni di questo tipo: "Cambierà qualcosa nelle gerarchie del tecnico che non ama stravolgere i suoi equilibri? I numeri dicono di no, che Milik continuerà a partire dalla panchina".
Lui, però, è carico: "La rovesciata con cui ha colpito la traversa è il segnale del coraggio ritrovato, della sua voglia di riscatto ma anche del desiderio di tornare protagonista. Perché col Napoli, a parte le prime settimane, tra un crociato rotto e l’altro, è stata una lunga attesa. E magari in questo finale di stagione, dove le forze possono venir meno, Milik potrà essere l’arma in più per una rimonta che adesso appare solo come un grande sogno. D’altronde, è il secondo acquisto più caro della storia azzurra".