Ultimissime Serie A - Arrivano delle nuove notizie che riguardano il sistema arbitri e il calcio italiano che è finito in ginocchio probabilmente per l'ennesimo scandalo. Il momento resta delicato. Tra inchieste, squalifiche e vuoti di potere, il sistema arbitrale italiano è chiamato a una profonda riflessione.
Scossone senza precedenti nel mondo arbitrale italiano. Antonio Zappi non è più il presidente dell’AIA: il Collegio di Garanzia dello Sport del CONI ha confermato la squalifica di 13 mesi, sancendo la sua decadenza automatica dalla carica. Una decisione pesantissima che arriva in uno dei momenti più delicati per gli arbitri italiani e che apre scenari profondi sul futuro dell’Associazione Italiana Arbitri.
Il verdetto è arrivato dopo il rigetto del ricorso presentato dall’ex presidente, al termine di un lungo confronto tra i legali. Da una parte la difesa guidata dall’avvocato Sergio Santoro, dall’altra la FIGC rappresentata da Giancarlo Viglione. Al centro della vicenda, le presunte pressioni illecite esercitate nell’estate 2025 sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi.
La difesa aveva contestato la legittimità delle sentenze precedenti, denunciando una presunta lesione del diritto di difesa. Ma il Collegio ha confermato integralmente le decisioni già prese nei primi due gradi di giudizio. Con una squalifica superiore ai 12 mesi, per Antonio Zappi è scattata automaticamente la decadenza dalla presidenza dell’AIA. Ora si apre una fase di grande incertezza: il Comitato Nazionale dovrà formalizzare la decadenza, che sarà poi ratificata dal Consiglio federale.
Tra le ipotesi più concrete c’è quella del commissariamento dell’AIA, soluzione sempre più probabile per gestire una situazione definita da molti “fuori controllo”. In alternativa, si potrebbe procedere con nuove elezioni. Tuttavia, i tempi sono stretti: a luglio sono previste le nomine tecniche per i designatori arbitrali.
In questo scenario, il rischio è che le decisioni vengano prese dal vicepresidente vicario Francesco Massini, una soluzione considerata poco ideale in una fase di transizione così delicata. Sul fronte FIGC, la situazione non è meno complessa: anche la federazione è senza presidente, ma Gabriele Gravina, seppur dimissionario, può ancora intervenire per gli atti urgenti.
Resta in sospeso anche il progetto di riforma arbitrale, che prevedeva la creazione di una classe professionistica di arbitri d’élite per Serie A e Serie B. Nel frattempo, l’AIA prova a mantenere la calma interna, invitando tutti gli associati a restare uniti e a continuare a operare nel rispetto dei valori dell’associazione.