Sacchi: "Aver mandato Sarri a lavorare in Inghilterra è un peccato che al nostro calcio non mi sento di perdonare"

Rassegna Stampa  
Sacchi: Aver mandato Sarri a lavorare in Inghilterra è un peccato che al nostro calcio non mi sento di perdonare

Arrigo Sacchi ha rilasciato un'intervista all'edizione odierna del Corriere dello Sport.

Non ci sono maestri di calcio bravi in Italia?
"Almeno cinque o sei, solo in Serie A. Butto lì Gasperini e Di Francesco, ma non mi metto a nominarli tutti. Di Francesco non ha avuto la possibilità di portare avanti il suo insegnamento, a Roma. Non mi meraviglia. Qualsiasi tentativo di cambiare le cose deve partire dai club. A Milano guardavo la gente per strada, cercando di capire dove fossi finito. Vedevo come si muovevano gli ottantenni e pensavo: questi hanno il pressing nel Dna. Alcune società e alcuni luoghi per storia ed esperienze sono più pronti di altri a rinnovarsi. Però la pazienza manca a tutti".
 
Anche Klopp e Pochettino senza successi avrebbero problemi in Italia. O no?
"L’ambizione in un club è il carburante. Ti manda lontano, a tappe forzate. Però deve essere ambizione sana. Aver mandato Sarri a lavorare in Inghilterra è un peccato che al nostro calcio non mi sento di perdonare".

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