Come riporta l'edizione odierna del Corriere dello Sport, Albiol mica ha riposato per starsene lì a guardar le stelle! E si ripartirà da lui, in quella difesa che va incontro a così tanti palloni d’oro che pioveranno da ogni angolo, per fronteggiarne l’esondazione: lui centrale, con al fianco Koulibaly, con a destra Hysaj, con in porta a sinistra e con a sinistra Mario Rui o Luperto e siamo al primo dubbio, perché da quella parte lì, avendo Zielinski, il Napoli potrebbe aver esigenza d’una copertura adeguata.
TEMPI MODERNI. E’ un amabilissimo giochino nel quale Ancelotti s’è calato con quei guizzi d’ironia che gli appartengono e che dispensa in sala stampa dinnanzi ai taccuini bramosi: «Eravate abituati ad altro....Non vi siete allenati per un po’....». C’erano una volta i titolarissimi, ed è una storia di mica tanto tempo fa, mentre ora viaggiano «fantasmi» che poi mostrano la loro identità poco prima del fischio finale: ma si in fretta a sospettare che a destra, a metà campo, la corsia sia di Callejon, che Ancelotti s’è tenuto al fianco mercoledì sera e che Allegri considera una scheggia impazzita da sempre: «Sembra giochi a nascondino, poi esce e...».
Stavolta s’alzerà semplicemente dalla panchina, si sistemerà al fianco di Allan e di Hamsik, lascerà che poco più avanti siano gli altri a pensarci e semmai andrà a dargli una mano, è già successo e ripetutamente e anche in casa di Madame è capitato. Il tormentone è là, nell’aria, nell’area: c’è uno scugnizzo che ondeggia, fa le sue moine, e al fianco, boh, uno può essere Milik, un gigante che sa danzare come un’etoile, l’altro è piccolino ma con numeri giganteschi, si chiama Mertens. Hanno assegnato (quasi) dieci maglie: cosa volete che sia, adesso, un punto interrogativo nella notte di Torino?