Per De Laurentiis è stato un derby: a Roma niente record, ma Cavani lascia il segno

Rassegna Stampa ico calendario ico orologio11:40 fonte : Corriere del Mezzogiorno
Per De Laurentiis è stato un derby: a Roma niente record, ma Cavani lascia il segno

Per Aurelio De Laurentiis Roma-Napoli non è mai una partita come le altre. A due passi dai Fori imperiali ci sono gli uffici della Filmauro e tra Carlo Verdone e Christian De Sica non ci sono attori che non abbiano scherzato almeno una volta con il produttore sui natali capitolini e la passione azzurra. La prima partita vera, con tre punti in palio, del produttore contro i giallorossi, risale all'8 dicembre del 2005. 
Ottavi di Coppa Italia, al San Paolo 60.152 spettatori, uno spettacolo di pubblico per un assaggio di grande calcio visto che gli azzurri militavano in serie C e le formazioni italiane che lottavano per lo scudetto passavano da Fuorigrotta o per il trofeo Birra Moretti oppure per la manifestazione tricolore. Finì 3-0 per la Roma che bissò il successo all'Olimpico nell'incontro di ritorno per 2-1. Il Napoli stava arrivando. Roma e Napoli di fronte all'Olimpico :la 75esima volta tra campionato e coppa con 35 vittorie per i giallorossi, 30 pareggi, 10 vittorie azzurre (nove in serie A, una in coppa Italia), 122 gol della Roma e 63 del Napoli. Lontanissimo il 2-2 del campionato 1929/30 che diede il benvenuto a quella che sarebbe diventato poi il derby del Sole. Vojak e Rossetti protagonisti della prima vittoria azzurra nella capitale. Campionato 1933/34, sbancata Testaccio: 2-1 per il Napoli. Per attendere un nuovo successo bisognerà aspettare oltre vent'anni. Torneo 56/57, finirà 3-1 con una doppietta di Vinicio e fuochi d'artificio sugli spalti per la «polveriera» dei fuochi napoletani come definiti dai videogiornali dell'epoca. Poi i successi del 1957/58, 1966/67 e 1973/74 targati Sivori il secondo e Braglia l'ultimo con grossi scontri tra le tifoserie e un giovane napoletano colpito in bocca da un colpo di lanciarazzi. In mezzo a questa tripletta anche il ko più pesante: la Roma allenata da Nordhal, schiantò gli azzurri: 8-0. Entrarono nel tabellino Da Costa con una tripletta, Selmosson e Pestrin con due gol a testa e Lojodice. Tempo due anni e ancora un successo: 0-3. Sperotto e una doppietta di Savoldi per il Napoli. Passerà alla storia la vittoria nell'anno dello scudetto: 26 ottobre 1986, sessantamila spettatori, quindicimila napoletani e 1,5 miliardi d'incasso. Decide Maradona al 2' della ripresa. Successo numero 8 nel 1993 quando la Roma di Mazzone fu battuta 2-3 dal Napoli, grazie alle reti di Buso, Ferrara e Di Canio. Nona perla nel 2011, due gol di Cavani per la legge del Matador. Roma-Napoli è stata sempre una sfida pirotecnica. 
Come dimenticare il 4-4 del 2007, primo anno degli azzurri di De Laurentiis in serie A all'olimpico oppure anche il 2-2 dello scorso anno. A Marquinho risponde Zuniga. Poi Cavani illude ma Simplicio a 3' dal triplice fischio nega la gioia della vittoria agli azzurri. 
Roma-Napoli è anche la durissima condanna inferta ai tifosi azzurri giunti in massa all'Olimpico nel 2008. Le immagini parlarono di treni devastati e stazione capitolina a ferro e fuoco. La verità venne a galla anni dopo riabilitando completamente il comportamento dei sostenitori azzurri.

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