Marco Negri, ex attaccante dei Glasgow Rangers, ha rilasciato una intervista alla Gazzetta dello Sport. Ecco quanto evidenziato da CN24
Che avversario troverà domani il Napoli?
«I Rangers sono in un periodo delicatissimo. Hanno perso l’Old Firm nettamente, per 4-0, ed è stato un colpo psicologico fortissimo. C’era la possibilità di rifarsi con il debutto in Champions, coronamento di una rincorsa strepitosa, dal fallimento del 2012 da cui pochi sarebbero risaliti, e invece altro 4-0 con l’Ajax, che li ha dominati. Non c’è stata reazione, la prima ammonizione è arrivata al 62’, è proprio mancata la grinta».
Però ci sarà il fattore Ibrox, la casa dei Rangers.
«Lì non puoi non accenderti. Ti fa schiacciare il bottone rosso dell’aggressività, della motivazione. Esci e senti il boato, il ruggito, e non hai paura di nessuno. Vai ad attaccare senza timori. È il dodicesimo uomo. I giocatori del Napoli potrebbero risentirne».
Quali le chiavi della partita?
«Per me il duello tra i terzini Tavernier e Barisic, che spingono molto, contro le ali del Napoli. E Di Lorenzo dovrà stare attento a Kent, il giocatore che può fare la differenza: fa l’uno contro uno, va al tiro, ha passo e tecnica. E Morelos: è rimasto fuori in questo inizio stagione, ma lì davanti a lui non si può rinunciare».
Le armi del Napoli?
«I Rangers saranno aggressivi, ma il Napoli è la squadra che tecnicamente in Italia ha le contromosse migliori quando attaccato in pressione. E una volta uscita palla si va da quei tre davanti... Anche se Osimhen è una grossa perdita».