Mughini: "L'Ajax ha avuto un sedere inaudito! Ora voglio 10 Scudetti di fila. Ritorno Higuain? Dico no, perchè..."

Rassegna Stampa  
Mughini: L'Ajax ha avuto un sedere inaudito! Ora voglio 10 Scudetti di fila. Ritorno Higuain? Dico no, perchè...

Gianpiero Mughini ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del Corriere dello Sport. Ecco quanto evidenziato dalla redazione di CalcioNapoli24.it:

«Nello sport si vince e si perde. Mi piacerebbe sentir parlare del sedere inaudito che ha avuto l’Ajax a pareggiare in quel modo, con un tiraccio del piffero che sbatte su un polpaccio e finisce su un piede. Ma sarebbero chiacchiere deprimenti, chiamiamole pure analisi superflue. Sarà che i ragazzini hanno avuto sedere, ma pure classe, spregiudicatezza e davanti una Juve che dopo il primo tempo è diventata altro. Che cosa sia accaduto, non lo so». 

Lo scudetto va bene, ma l’obiettivo vero era la Champions. O no? 

«Rifiuto di immischiarmi con valutazioni del genere. Ascolto assurdità, sento mettere in discussione Allegri, che ha risolto cento partite e gestito cinquanta campioni. Vincere la Champions League non può essere una prescrizione medica. In centottanta minuti può succedere, e succede, qualsiasi cosa. Non che non ci sia una logica: almeno tre o quattro squadre partivano sullo stesso piano della Juventus o sopra. Penso che il Barcellona valga di più, per esempio».

Guardi, martedì c’era l’Ajax. 

«Che ha segnato quattro gol al Real Madrid. A noi è andata meglio». 

Come hanno fatto? 

«E’ una squadra giovane, spavalda e di qualità. Questione di scuola, di filosofia, di talento che un giorno Dio decide di mandare in terra tutto insieme. E anche di razza, se mi è concesso. Vedo De Ligt poggiarsi su gambe che sono colonne di muscoli, alzarsi nel suo uno e novanta, e mi rendo conto che da noi una roba del genere non è usuale. Non siamo più gli italianuzzi di cui parlava Gianni Brera, però rimango convinto che in Olanda abbiano mangiato parecchia carne più di noi». 

Resta il fatto che la Juventus era stata costruita per vincere in Europa e ancora una volta ha vinto solo in Italia. 

«La Champions come ossessione non rientra nei miei pensieri. Lo scorso anno non c’era Cristiano Ronaldo e mi pare che siamo usciti ugualmente ai quarti, contro il Real Madrid che invece Ronaldo lo ha dato via. Anche se questa eliminazione in effetti è stata più sgraziata, più feroce. Inattesa, dopo quanto si era fatto con l’Atletico. Ma è tutto qui. Ho visto undici diavoli ed è la prima volta in vita mia. Mi sono spaventato».

Si è anche divertito, per quanto le circostanze permettevano? 

«Nessuno gioca come l’Ajax e qualcosa vuol dire. Neppure il miglior Bayern Monaco degli anni passati, che aveva due esterni straordinari. Il dribbling viene loro naturale, come pure scambiare quindici volte il pallone in velocità e avere sempre due compagni liberi vicino. Bisogna accettarlo. Non mi sento umiliato per aver perso». 

Ma perché da noi non si riesce a organizzare nulla di simile? 

«Ci siamo lasciati incastrare dal tiki taka. Che è una cosa diversa da quello che fa l’Ajax, cioè giocare a pallone avanzando. Il Barcellona di Guardiola funzionava perché c’erano Messi, Iniesta e Xavi. Avrebbero vinto anche a scopa». 

Dunque otto scudetti di fila bastano per far festa? 

«Lungo la strada per arrivare a dieci. Se arrivassimo a dieci sarei contento. Il resto è confondere ciò che succede in centottanta minuti con la vita. Nel 2003 la Juve era quindici punti sopra il Milan, che nella finale di Champions League disputò la partita definitiva e vinse». 

Provi a dirle ad Andrea Agnelli, queste sagge parole di rassegnazione. 

«Mi darebbe ragione. In realtà l’ho fatto. Mi ha risposto che la Champions è sempre lì e che la Juventus ci riproverà il prossimo anno». 

 
Ecco: che cosa serve di nuovo alla Juve per arrivare in fondo? 

«Intanto non riprendersi Higuain. Non credo si troverebbe bene con Ronaldo. Poi rendiamoci conto che anche l’Ajax sarà sempre lì, che il Real comprerà cinquecento milioni di persone e così via. Che soldi da buttare non ce ne sono. Non penso si possa ingaggiare De Ligt. La squadra è forte e avrà un Ramsey in più. La certezza non esiste. Se prometti troppo ai tuoi clienti, nella fattispecie ai tifosi, loro finiscono per crederti. E stanno freschi». 

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