Il 26 ottobre del 2016 - Napoli-Empoli, per la prima volta Dries Mertens partiva da titolare al centro del tridente azzurro. Da quel giorno il Napoli ha trovato una nuova identita' e soprattutto Dries Mertens ha trovato la sua nuova dimensione. Un ruolo nuovo di zecca che lo ha consegnato di diritto alla storia del club azzurro e non solo. Da quel giorno ha iniziato a segnare come mai avrebbe potuto immaginare e gli si sono aperte porte che neanche il piu' ottimista degli esperti di calcio avrebbe potuto anche solo lontanamente immaginare. Basta guardare un po’ di numeri. 32 sono i gol totali realizzati dal belga nell’anno solare 2017: 27 in campionato, 1 in coppa Italia e 4 in Champions Leauge (di cui uno addirittura contro il Real Madrid nella gara di ritorno degli ottavi di finale al San Paolo). Come scrive Il Mattino:
"Insomma, dati che non lasciano spazio a troppi giri di parole. Un vero e proprio cannibale da area di rigore, capace di contendersi il titolo di capocannoniere fino all’ultimo gol con Dzeko e Belotti. Impossibile prescindere da lui e da giocate come queste. Ma come cantavano i Pink Floyd esiste anche un lato oscuro della luna. Quello che sta vivendo Dries Mertens in questo finale di 2017. D’altra parte in assenza dei gol sono arrivati gli assist (5 tra campionato e coppa Italia durante il digiuno) preziosi per i compagni. Ecco perche' Sarri non si sente affatto preoccupato. Lo ha ribadito piu' volte. Uno come Mertens non si tocca".