Un tempo gli addii si consumavano negli spogliatoi e per Walter Mazzarri, a dire il vero, è stato ancora così. Ha salutato il gruppo sabato a Castelvolturno e quasi si è commosso. I suoi giocatori, invece, hanno utilizzato internet per esprimere ai propri tifosi il sentimento di gratitudine nei confronti di Mazzarri, che ha guidato il Napoli in quattro anni a due qualificazioni Champions e alla vittoria della Coppa Italia. Compatto il gruppo azzurro nel riconoscere le doti dell’allenatore toscano, che di sicuro lascerà una pesante eredità a Benitez o a chi arriverà .
Stimoli Certo, quelli che Mazzarri non considerava «titolarissimi», come Inler, Insigne ed Armero potranno ricevere dall’avvento di un altro allenatore nuovi stimoli, ma il prossimo allenatore azzurro dovrà essere bravo a portare dalla sua parte i vari Cavani, Hamsik e Cannavaro, così come era riuscito a fare Mazzarri. Non è un caso che proprio il capitano lo abbia voluto salutare così: «Dal primo all’ultimo giorno, sei stato un grande uomo ed un grande allenatore. Semplicemente, grazie». Un po’ come accadde all’Inter dopo Mourinho, Benitez potrebbe trovarsi a gestire una situazione non semplice perché a Castelvolturno l’ombra di Mazzarri continuerà ad aleggiare. Lo si capisce anche dalle parole di Edinson Cavani: Ȉ stato un orgoglio essere stato allenato da un tecnico come Mazzarri che adesso ci saluta, ho imparato tanto da lui e insieme a me tutto il gruppo: abbiamo portato il Napoli tra i club più importanti d’Italia». Con Mazzarri in panchina, Cavani si è riscoperto infallibile goleador. La lista dei giocatori che hanno espresso il massimo delle loro potenzialità grazie, anche, all’allenatore toscano è lunga. Tra questi c’è di sicuro Blerim Dzemaili: «Abbiamo avuto alti e bassi, idee diverse, ma ho vissuto due anni importanti con lei vincendo una Coppa Italia e arrivando secondi: non mi rimane niente che dire semplicemente grazie mister», ha scritto lo svizzero autore quest’anno di 7 reti in campionato.
Guida preziosa I «mazzarriani» del gruppo erano capitanati da Campagnaro e Maggio, già alle dipendenze dell’ex allenatore azzurro ai tempi della Sampdoria: «Quattro anni intensi e pieni di gioia – è il pensiero di Maggio -. Un allenatore che ha dato il 101% e che ci ha fatto sentire sempre importanti, anche quando tutti ci davano contro. Un papà perché era sempre presente e pronto ad aiutarci. La vita va avanti, buona fortuna per tutto». Chiosa finale per Marek Hamsik, cui Mazzarri ha addirittura dedicato un capitolo nella sua biografia di prossima uscita: «Per me è stato una guida preziosa – ha detto lo slovacco -. Con lei sono cresciuto molto in questi anni. Non lo dimenticherò». Adesso dovrebbe toccare a Benitez. L’augurio è che, almeno nello spogliatoio, sappia farsi amare come Mazzarri.