Il ciclo a Napoli è finito e i toni da consuntivo sono lo spot di una gestione tanto positiva quanto (auto)celebrata. I celebri foglietti lo hanno accompagnato ancora una volta proprio per sottolineare i suoi meriti. Le decisioni, invece, restano in penombra anche se il catenaccio nel quale si è chiuso lascia trasparire l’addio. «Dirò cosa farò dopo l’ultima partita. Spiegherò il motivo e si capirà che è stato giusto procedere in questo modo». L’attesa dovrebbe concludersi stasera al triplice fischio della gara contro la Roma: «Vediamo pure come andrà la partita, al massimo mi prenderò un altro giorno. Sarò chiaro. Voglio rispettare i tifosi». Che, a dire il vero, si sarebbero aspettati un comportamento diverso. Le mezze ammissioni aumentano la delusione di chi lo ha sostenuto fin dal primo giorno. Mazzarri, però, non cambia copione neanche quando lascia intendere che l’incontro con De Laurentiis sarà soltanto un atto formale: il confronto con il presidente c’è già stato e il patron si è arreso dopo la sfida al San Paolo contro il Siena. «Ci parliamo continuamente – ammette l’allenatore – lo vedrò in ritiro prima della partita e dopo. Naturalmente comunicherò a lui le mie intenzioni e poi le renderò pubbliche». De Laurentiis le conosce già , tanto che nell’ultima settimana si è gettato alla caccia del successore. Rafa Benitez ha il profilo giusto e un curriculum migliore rispetto al predecessore, la garanzia necessaria per proseguire il progetto. à lui il favorito e a metà della prossima settimana dovrebbe esserci un incontro a Londra. Ci sono stati contatti pure con Roberto Di Matteo: qualche telefonata e nulla più. Ad ora non c’è stato l’affondo decisivo, quindi l’ex allenatore del Chelsea resta in stand-by. Le piste italiane, invece, si sono complicate: Allegri è destinato alla Roma perché Mazzarri vuole l’Inter, Guidolin garantirebbe continuità tattica ma deve recedere dall’ipotesi di abbandonare Udine. L’allenatore di San Vincenzo traccia addirittura la strada a chi prenderà il suo posto: «Ripetere i traguardi di questa stagione sarebbe già un successo: il Napoli ha coniugato risultati sportivi ed economici. Fa bene De Laurentiis a rispettare il fair play finanziario: se si continua a lavorare così, prima o poi arriverà pure un trionfo che sia lo scudetto o un grande trofeo». Mazzarri l’ha solo sfiorato: «Ma in questi quattro anni, in base ai nostri parametri, noi siamo stati i migliori in Italia». Gonfia il petto e snocciola i dati: «Tanti giocatori sono cresciuti, tra cui Cavani e Hamsik. Quando sono arrivato, il Napoli faceva 50 punti, ora possiamo sfiorare quota 80: sarebbe la migliore media della storia, superiore all’epoca di Maradona». Che però ha vinto due scudetti: «La Juve lo ha meritato, la nostra stagione è girata in un determinato modo, altrimenti avremmo pure potuto conquistare qualcosa di straordinario». Ma l’ultimo sforzo (dai riflessi tricolori) non gli interessa tant’è che preferisce costruire un nuovo ciclo altrove: l’Inter ha sorpassato la Roma nella lista delle preferenze: «Il mio rappresentante legale (Bozzo, ndr) fa il suo lavoro, io non ho parlato con nessuno. Non ho firmato né per la Roma, né per l’Inter». Lo scenario, dunque, è pronto: comunicherà il divorzio dal Napoli, poi si prenderà del tempo per la nuova destinazione. «Il lato economico non ha un peso, altrimenti avrei accettato un triennale. Ho deciso di arrivare a scadenza e credo che dovrei essere apprezzato per questo. Ho il diritto di decidere ». I tifosi quello di sapere