Dopo le due reti dell’Atalanta e la lacerante sconfitta interna, l'allenatore del Napoi Maurizio Sarri deve bloccare le falle difensive analizzando prima gli squilibri più evidenti, come scrive sull'edizione odierna di Repubblica l'editorialista Antonio Corbo:Â
1) "C’è un divario enorme tra sforzo e profitto. Il Napoli vince solo se va al massimo: ritmo più alto, massima precisione nei passaggi, quindi possesso palla garantito, conquista della profondità con gioco verticale o tagli. Ma può affannarsi sempre e tanto?"
2) "La fatica del costante pressing alto logora la squadra: la rende inerme nella fase passiva, quando deve contrarsi velocemente".
3) "Mancano le fasi di riposo con possesso palla a basso ritmo. Gli olandesi inventarono la melina. Insistere su Callejòn debilita un fantastico esterno alto, eccessivi i rientri, sembra evaporato. La sua fascia sabato è stata dominata da Spinazzola, con Zielinski e Hysaj travolti senza che sia stato ideato un rimedio. Non è stato mai provato seriamente Rog, né piace l’ottimo Giaccherini".
4) "Con la squadra spinta in avanti, occorrono mediani solidi. Il Napoli non ha il madrileno Casemiro, Allan è fuori, si batte come può Diawara, sono tutt’altro che incontristi a sinistra Hamsik e a destra Zielinski. Quando c’è, ed è in forma, rimedia Koulibaly. Gli ultimi veri incontristi sono stati Gargano e David Lopez. Un’amnesia di Giuntoli al mercato".
5) "Il primo gol di Caldara segnala lo stesso difetto. Segna di testa su palla alta l’avversario libero in area. Il Napoli segue la palla incantato come fosse una rondine, non marca a uomo ed è una scelta, ma non si accorge di chi è arriva ed è fuori controllo".