Adriano Bacconi nella consueta analisi sulle pagine de Il Mattino, prende in esame la straordinaria crescita di Cavani in questi anni."C'è il sacrificio di una squadra dietro i gol di Cavani. Questo è quello che mi sento di affermare con una certa enfasi alla fine di una stagione in cui il bomber uruguagio si è confermato capocannoniere della serie A e autore del 39% dei gol della propria squadra. Una bella incidenza ma comunque inferiore a quella di Balotelli da quando è arrivato al Milan. Cavani, sotto il Vesuvio dall'estate del 2010, vale oggi, secondo le stime di Transfermarkt, 55 milioni, una cifra abbastanza vicina alla clausola rescissoria.
Una valutazione cresciuta negli anni napoletani in maniera proporzionata alla crescita del suo rendimento nel tempo. Una pianificazione che ha un nome e un cognome: Walter Mazzarri. Non è un caso che gli altri attaccanti del Napoli abbiano segnato meno dei centrocampisti. Pandev e Insigne (Calaiò considerato troppo uomo d'area come Cavani e per questo inefficace se impiegato insieme a lui) sono stati impiegati da Mazzarri con il solo obiettivo di mettere il Matador in condizione di esaltare le proprie caratteristiche di corsa e timing. Insigne è quasi sempre partito da sinistra col compito di accentrarsi, alzare la testa e cercare il taglio di Cavani.