La situazione venutasi a creare ieri sera allo stadio Maradona durante Napoli-Milan 0-4 è davvero la goccia che fa traboccare il vaso. In un senso o nell'altro la situazione va risolta, con le autorità preposte che devono intervenire e mediare affinché al Maradona si torni a tifare. In tal senso il sito de Il Napolista propone una soluzione drastica e abbastanza clamorosa per quanto riguarda le partite casalinghe del Napoli:Â
"Il Napoli ha già perso sei punti (contro Lazio e Milan) per lâassurdo clima venutosi a creare allo stadio. Mentre ogni volta che il Napoli gioca fuori casa, si percepisce unâatmosfera di gioia che al Maradona non si avverte più da anni. Questo Napoli, il Napoli di De Laurentiis, è soprattutto il Napoli di quei napoletani che non vivono a Napoli. E sono tanti, tantissimi, la stragrande maggioranza. Sono i napoletani che si fanno largo nel mondo con la loro abnegazione, i loro sacrifici, la qualità dei loro studi. Câè una forbice sempre più ampia e incolmabile tra quei napoletani fermi in città e quelli che invece sono andati incontro al mondo.
Ecco, è giunto il momento che De Laurentiis infranga lâultimo tabù. Porti il Napoli a giocare fuori Napoli, anche le partite in casa. Anche perché lâunico posto in cui il Napoli gioca in trasferta è lo stadio di Fuorigrotta dove â come accaduto ieri sera â i milanisti hanno spadroneggiato e insultato indisturbati Napoli, il Napoli e i propri giocatori. Altrove non sarebbe stato possibile. I napoletani che hanno lasciato Napoli, si emozionano alla vista delle maglie azzurre. Non rivendicano nulla. Sono riconoscenti della gioia che fin qui questa stagione ha portato loro.
à inutile incaponirsi. La distanza è incolmabile. Coerenza vorrebbe che Napoli desse vita alla propria squadra. Una squadra napoletana secondo i canoni cari alla tifoseria organizzata e a quelli che più o meno silenziosamente li appoggiano. Il Napoli di De Laurentiis è la squadra dei fuori sede, di coloro i quali portano Napoli nel Dna e vanno incontro al mondo. Come peraltro si conviene a una città capitale del Mediterraneo. Lâesatto contrario dellâarroccamento culturale che siamo costretti a subire ormai da ben più di un decennio".