La roccia ed il suo mantra: il San Paolo gli tributa una standing ovation
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«Mi piacerebbe giocare la Champions con la maglia azzurra, sarebbe un sogno. Ma c’è molto da lavorare». Sogna Kalidou Koulibaly. Ed il suo mantra deve essere proprio quello: lavorare per crescere partita dopo partita. Qualcuno lo paragonò a Thuram. Che fosse un diamante grezzo, però, era sotto gli occhi di tutti. Sei presenze in crescendo per il ventiquattrenne senegalese. Da applausi le chiusure contro la Fiorentina. Il San Paolo più volte gli ha tributato una vera standing ovation. Da rivedere l’irruenza che l’ha portato a beccare un giallo per un inutile intervento da dietro ai danni di Borja Valero. Si è concesso addirittura un sombrero su Kalinic, segno della fiducia che ha nei propri mezzi fisici. Un muro che sta crescendo partita dopo partita, sempre più convinto che al centro della difesa ormai è il suo di momento.

