Ultimissime Serie A: è destinato ad allargarsi lo scandalo che ha coinvolto il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, ora indagato per il reato di concorso in frode sportiva di fronte alla Procura di Milano. Oggi il Corriere della Sera ricostruisce l'inchiesta della magistratura scoprendo come questa vada avanti da molto più tempo di quanto si pensasse.
Secondo il Corriere, infatti, l'inchiesta su Rocchi procede in segreto da almeno 13 mesi, cioè da almeno qualche settimana prima del 2 aprile 2025, data della partita di Coppa Italia tra Inter e Milan a San Siro. E non è finita qui: sempre secondo il Corriere della Sera, è possibile che negli ultimi 13 mesi la Procura abbia raccolto anche delle intercettazioni.
"Al momento, in effetti, sulla base dellâunico atto depositato alle parti, non è possibile comprendere se la Procura non abbia altri elementi di prova o li possieda ma non abbia ritenuto sinora di scoprirli".
Giovedì sia Rocchi che Gervasoni dovranno rispondere alle domande dei PM e della Guardia di Finanza, sempre che accetteranno di rispondere all'interrogatorio anziché avvalersi del diritto a rimanere in silenzio e affidarsi ai propri avvocati. Andrà chiarita anche la posizione dell'arbitro Nasca, al VAR in occasione di Inter-Verona nella partita della gomitata di Bastoni a Duda.
Ecco cosa scrive il quotidano nei dettagli:
Lâinchiesta della Procura di Milano sul designatore degli arbitri di serie A Gianluca Rocchi, per lâipotesi di reato di frode sportiva, è in corso da più di un anno: dunque prima della (e indipendentemente dalla) denuncia alla giustizia sportiva fatta dallâex guardalinee Domenico Rocca, deluso per essere stato ridimensionato dalle valutazioni della commissione arbitrale nazionale.
Lo si ricava dal fatto che, prima dellâinvito a comparire notificato adesso a Rocchi e al supervisore del Var Andrea Gervasoni in vista del loro interrogatorio fissato per giovedì 30 aprile, il pm Maurizio Ascione ha chiesto al gip la proroga delle indagini preliminari. Fino al 2023 le indagini preliminari potevano durare sei mesi prorogabili di altri sei, invece dopo la legge Cartabia una Procura deve chiedere la proroga (di sei mesi) se vuole continuare una indagine che sia in corso da più di un anno.
Dunque, dallâesistenza di questa proroga di indagine si può dedurre che lâiscrizione della notizia di reato risalga a 12 mesi fa, anzi 13 perché câè da conteggiare il mese estivo di sospensione feriale dei termini. E si può, a ruota, presumere che quindi lâindagine fosse già in corso da qualche settimana al momento del 2 aprile 2025, giorno che la Procura indica come lâoccasione nella quale Rocchi «in concorso con più persone, presso lo stadio San Siro durante la gara di andata di Coppa Italia del 2 aprile 2025» tra Inter e Milan, avrebbe «âcombinatoâ o âschermatoâ la designazione dellâarbitro Daniele Doveri alla direzione della semifinale del torneo il 23 aprile 2025, onde poi assicurare allâInter direzioni di gara diverse dal «poco gradito» Doveri per la eventuale successiva finale di Coppa Italia e per il resto delle partite del campionato di serie A», gare di ben «maggiore interesse per la squadra milanese».
Ulteriore deduzione che si può trarre è che allora la fonte di questa asserita conoscenza investigativa potrebbe radicarsi non soltanto in qualche sinora non nota testimonianza, ma anche in altrettanto potenziali intercettazioni in corso nella primavera 2025: infatti lâipotesi di reato di frode in competizioni sportive, introdotta dalla legge n. 401/1989 con limiti di pena da 6 mesi a 2 anni che non consentivano intercettazioni, nel 2014 è stata modificata con il rialzo della pena da 2 a 6 anni, che dunque in linea teorica avrebbe potuto legittimare il ricorso a questa tecnica di indagine.