Andrea De Marco, ex arbitro, ora moviolista di Mediaset, scrive sull'edizione odierna di TuttoSport: "Il ruolo degli assistenti è diventato più decisivo e difficile di quello degli arbitri. Ve lo assicuro io che di partite ne ho dirette a centinaia quando ero in prima linea. Basta un centimetro (e forse anche meno) per creare un polverone. Domenica è successo in Napoli-Juventus, nell'azione del gol di Caceres, e nel mirino è finito Di Liberatore. E' il top degli assisteni, talmente maniacale che negli ambienti arbitrali non è soltanto stimatissimo ma è considerato un robot. Passa giornate intere a studiare giocatori, meccanismi di gioco, elastici, diagonali. Possono sbagliare tutti, anche le macchine da guerra come lui. Ma per l'episodio del San Paolo non va colpevolizzato, anzi... Sicuri che fosse davvero fuorigioco? O meglio: sicuri che sarebbe stato giusto alzare la bandierina? Se Caceres è davanti, lo è di pochissimi centimetri. Riguardare l'azione non elimina tutti i dubbi. E nel dubbio, parola chiave per un collaboratore di lineea, la direttiva dei vertici è chiara: tenere abbassata la bandierina e lasciar correre il gioco. Proprio come ha fatto Di Liberatore."