Vi presentiamo di seguito l'editoriale di Gigi Garanzini per l'edizione odierna de La Stampa:
"C’è voluto una gran finale della Juve per venire a capo di un signor Milan che ha ceduto soltanto alla distanza. Ma adesso grazie all’inatteso pareggio del Napoli i punti di vantaggio sono di nuovo 4 e la sensazione è che il primo obiettivo di stagione sia quasi in cassaforte. Una partita, quella dello Stadium, segnata da due prodezze assolute. La prima tecnica, di Dybala, per la velocità del controllo a seguire e poi la perfezione della rasoiata mancina, con rimbalzo avvelenato sei-sette metri prima della linea bianca per non dare margini al portiere. La seconda per così dire ambientale, di Bonucci. Ambientale due volte, perché certamente inseguita per reagire al coro di fischi e in più ottenuta con un superbo stacco vecchia maniera in sandwich tra i vecchi sodali Barzagli e Chiellini. Il che probabilmente dimostra, una volta di più, che fischiare un grande-ex serve a caricarlo, altro che scaricarlo: com’era successo per esempio all’andata a Napoli con Higuain. Ma la vera sorpresa della serata è stata la disinvoltura con cui il nuovo Milan di Gattuso se l’è giocata alla pari. Persino qualcosa in più se solo si pensa alla grande occasione fallita da André Silva e alla traversa di Calhanoglu: frutto sia l’una sia l’altra di fasi di nitida superiorità. La differenza l’ha fatta, una volta di più, la panchina. Da una parte rossoneri stanchi e senza cambi adeguati, dall’altra la freschezza, e il talento, di Douglas Costa e Cuadrado. Soprattutto del colombiano, la pedina che più è mancata ad Allegri in questi mesi: e che già alla prima occasione, pur convalescente, ha riconfermato tutto il suo valore. Senza dimenticare la decisiva doppia firma di Khedira, con un assist e un gol. Tre ore prima il Napoli aveva lasciato in Emilia due punti quasi certamente fatali. Non tanto per il gol subìto, seguito da altre incertezze difensive, quanto per i tre falliti da Insigne nel solo primo tempo che avrebbero chiuso il match quasi in partenza. In due occasioni è stato bravo anche il portiere, Consigli, l’altra è sembrata incomprensibile com’era successo nei giorni scorsi in Nazionale. Nel finale poi è girata anche storta, soprattutto a Milik: ma che non sia più il miglior Napoli, che il suo palleggio si sia fatto stanco e laborioso è sotto gli occhi di tutti".