Vi proponiamo di seguito l'editoriale di Maurizio Crosetti per l'edizione odierna de La Repubblica di Napoli:
"Quasi tutto quello che non è stato Napoli e/o Juventus è finito dentro il Var, di nuovo imperiosamente tra noi dopo qualche settimana di abitudine o quiescenza. Il diabolico marchingegno ha beccato la cosa più importante della domenica, cioè la sberla di De Rossi (ha chiesto scusa, non è un angelo, non è un mostro, è lo stesso che era salito sul pullman svedese per chiedere scusa dei fischi all’inno ed è lo stesso di troppi raptus pregressi). Ma il moviolone ha pure toppato un gol dell’Inter (fallo di Perisic), uno del Verona (fuorigioco di Verde), l’espulsione di Torosidis a Bologna (Zapata si tuffa). Le antiche questioni di centimetri diventano faccende di fotogrammi, viviamo o non viviamo nella civiltà dell’immagine? E allora immaginiamo che l’anno scorso De Rossi sarebbe stato squalificato con la prova tv, ma forse (forse) la Roma avrebbe vinto. Sposti la camera di qualche metro e cambia un mondo: il rigore dato al Napoli sembrava dubbio nell’inquadratura frontale, ma è evidente da dietro. Ragazzi, niente fretta: stanno arrivando le partite probabilmente decisive, l’incrocio multiplo tra Napoli, Juve, Inter e Roma (i bianconeri le affrontano tutte entro Natale) e allora la certezza del diritto (quasi, ma ci siamo capiti) ammette qualche minuto di attesa in più. Non correre, amico Var, anche perché ci divertiamo mentre stai per emettere il verdetto, è un’attesa piena di emozioni, sfumature, passioni e sguardi. Poi, in Spagna non vedono un gol di Messi dentro di mezzo metro: cavernicoli!
Nel campionato dove i migliori perdono pochi punti negli scontri indiretti, Roma e Lazio sono invece riuscite a sciuparne 4, due a testa. Classifica fluida ma sempre assai nitida nel primo blocco, dove l’Inter ribadisce a Cagliari il suo essere più adulta e compatta, già aveva un portiere e un centravanti formidabili, poi Spalletti e un ottimo mercato hanno messo il resto. C’è ben poco di bugiardo nel primato virtuale, durato lo spazio di una notte, e in un secondo posto senza limiti definiti. Aspettiamoci sorprese.
E aspettiamo anche il Milan, che presto o tardi verrà. Ma quanta fatica ancora, quanta sabbia negli ingranaggi e quanti sassi in tasca: quarta partita a San Siro senza gol, appena 6 vittorie su 14 e altrettante sconfitte, lo stadio che fischia come ormai d’abitudine e Donnarumma che evita la beffa con un doppio miracolo. Tra Milan e Toro, grande pomeriggio di portieri.
Anche se il meglio è arrivato alla fine, quando Belotti è andato a baciare il figlio di Bonucci, timido il bimbo e con gli occhi bassi, felice. Non tutto è perduto".