L'editoriale di Corbo: "Corsa Champions, filtra ottimismo. Callejon ha la testa altrove, mistero Milik..."

Rassegna Stampa  
L'editoriale di Corbo: Corsa Champions, filtra ottimismo. Callejon ha la testa altrove, mistero Milik...

Verona-Napoli 0-2, l'editoriale di Antonio Corbo tra Callejon e Milik

Notizie Calcio Napoli - Verona-Napoli 0-2, vi proponiamo di seguito l'editoriale di Antonio Corbo per l'edizione odierna de La Repubblica

Se la sua vetta è il quarto posto, confine della zona Champions, il Napoli continua la sua scalata con la serena potenza di uno scalatore ottimista. È a 9 punti dall’Atalanta, ma più che lo scontro diretto del 2 luglio a Bergamo, rendono credibile questa missione sia la plastica vittoria di ieri a Verona che una serie di felici coincidenze.

Gattuso indovina tutte le sue scelte, cominciando con Milik che subentra al celebratissimo Mertens, schioda la partita con il primo dei due gol, dimostra che nel malinconico gigante polacco c’è un ricambio di qualità, oltre che un’alternativa tattica al Napoli dei mini-scattisti. Anche la seconda rete porta buone notizie: ancora di testa, segna Lozano infilandosi sul secondo palo tra Faraoni e Rrahmani, difensore che tra un paio di mesi sarà a Napoli, discreto ieri, non esaltante. Ma il corner affilatissimo, radente, ispido è calciato da Ghoulam, che riappare con un piccolo ma significativo contributo. Gli manca lo scatto rapinoso che lo elesse uno dei più grandi difensori esterni d’Europa, ma il suo ritorno è un’altra ventata di euforia.

La trasferta di Verona era attesa con inquietudine come un esame insidioso. Una verifica spietata dopo l’eliminazione dell’Inter in semifinale e la finale vinta con la Juve. Il Napoli vi era riuscito con tutto il cinismo di una gestione tattica tesa prima a contenere, poi a ripartire. Con formazioni non disposte a dominare la scena, come la nuova Inter e l’appannata Juve del 17 giugno a Roma, come se la caverà il Napoli? Nel dubbio c’era tutto lo scetticismo di chi considerava quei risultati fuochi fatui. Non conoscete Gattuso né il suo Napoli: le doti che ormai possiedono, la martellante spinta dell’allenatore che crede nel Napoli come nella autentica sua rampa di lancio, ed il volo costante della squadra, pronta a conservare il suo elevato rendimento con un meccanismo che funziona anche quando ci sono elementi di novità.

È variabile la formazione, non l’assetto tattico. Cambiano i nomi ma non gli equilibri. Perché Gattuso riflette sugli abbinamenti. Se decide di accantonare Callejòn, ufficialmente a Napoli ma con la testa tra Italia e Spagna, Gattuso perde un esterno che rientra sulla destra nella profondità di 60 metri. Politano copre la metà, è più fresco, più scattante, più offensivo, ma ecco che cambia il mediano. Non Fabiàn Ruiz all’inizio, ma il più ruvido Allan, un incontrista che raddoppia la vigilanza su Lazovic per poi tentare un argine a Amrabat, il testone lucido del centrocampo veronese, un motore sempre acceso, con potenza e tecnica. Allan se la cava così così, ma sulla destra il napoli rischia poco.

Anche a sinistra c’è un ritocco, difensore più vigile può consolidare quella zona, dove scende Faraoni con Rahmani al rimorchio. Se la cava meno bene di Allan anche Hysaj, ma Gattuso sa quando ritirare tutt’e due, con il Napoli in vantaggio di un gol e Fabiàn Ruiz che può imporre la sua superiore inventiva a destra, ed è gradito il ritorno di Ghoulam. La vittoria porta comunque la prima firma di Milik, che segna senza essere marcato da posizione di agguato, in area ma in po’ defilato. Decimo gol, ed ennesimo interrogativo. Perché non firma? Che ha in mente? Segna e fa salire il prezzo a favore del Napoli? Oppure si è promesso ad altro club per l’estate del 2021, quando sarà libero di andar via e lasciare alla società solo un gran ricordo ed euro quasi zero?

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