L'editoriale di Corbo: "Ad Anfield con la forza tranquilla di chi non teme il turn over"

Rassegna Stampa  
L'editoriale di Corbo: Ad Anfield con la forza tranquilla di chi non teme il turn over

Vi proponiamo, di seguito, l'editoriale di Antonio Corbo per l'edizione odierna de La Repubblica: "La Champions non lascia al Napoli

Vi proponiamo, di seguito, l'editoriale di Antonio Corbo per l'edizione odierna de La Repubblica:

"La Champions non lascia al Napoli neanche un attimo per sdraiarsi sui quattro gol al Frosinone. La quieta vittoria svanisce subito. Da Bournemouth, cittadina universitaria a sud di Londra, Mohamed Salah fa sapere che il Liverpool è pronto: sue le prime tre reti del 4-0, stesso risultato del San Paolo, al comando della Premier con 42 punti in 16 partite grazie alla sconfitta del Manchester City, fermato dal Chelsea di Sarri.
Appuntamento martedì ad Anfield Road, ci siamo, Liverpool-Napoli è la più spettacolare sfida nell’ultimo turno europeo dei gironi Champions. Ma c’è anche il Napoli, e lo sa bene anche Jurgen Klopp, l’allenatore luciferino che conosce bene Ancelotti e la forza tranquilla della squadra: quella che ha consentito di vincere schierando due titolari sempre assenti, Meret e Ghoulam; Luperto e Ounas subito, nel finale anche Amin Younes, 25enne tedesco di Dusseldorf con origini libanesi, diventato famoso nello scorso gennaio solo per la sua misteriosa fuga da Castel Volturno, quando saltò sul primo interregionale passato per la stazione di Falciano del Massico, e addio Napoli.
Apparizioni che caricano di significato anche una partita ordinaria. Ci voleva coraggio, nel tirarli fuori tutti insieme. Ma Ancelotti ha creato le condizioni migliori per un vasto turnover: l’ha ancorato alla migliore mediana possibile, con Allan tenace nei contrasti, potente nelle ripartenze. Con Hamsik lucido e mai banale, Zielinski più disciplinato. I test superati dai nuovi rendono facoltativo il mercato di gennaio. Il Frosinone si difende anche dopo il gol di Zielinski, il timore di prenderne altri cancella l’ansia di reagire. La punta del suo 3-4-2-1, il lungo Pinamonti, controlla Koulibaly o Hamsik, le fonti di gioco, piuttosto che attaccare. Ne conta 4 alla fine, e sono 4 sono colpi di luce per il Napoli. Zielinski più rimettere ordine nei suoi pensieri confusi, Ounas dimostra che fu un errore murarlo vivo l’anno scorso, gli ultimi due restituiscono il Milik dei bei tempi. Uno scatto breve in area e un gol di testa saltando più alto di tutti, proprio come un attaccante gallese del vecchio Liverpool, Ian Rush che aspettava lassù gli assist dello scozzese Kenny Dalglish, oggi dirigente del club. Sono stati sempre forti i "Reds", allora forse lo erano ancora di più, e soffiarono la Coppa Campioni 1984 alla Roma.
Finalmente Ghoulam, fermo da quasi un anno. Era considerato il miglior difensore sinistro d’Europa in quel periodo. Torna sicuro, agile, con il cross sempre ben calibrato. Meret, il portiere che Ancelotti definisce un gioiello, ha poco lavoro. La voglia di farsi conoscere lo tradisce per un attimo temerario: salta su un cross dalla destra, finendo addosso a Luperto pronto a girare di testa. In quel caso, il portiere deve arretrare per non creare un sandwich con il compagno.
Ancelotti avrà tempo per spiegarglielo. Luperto, nel ruolo di Albiol, è corretto nei movimenti in area, Koulibaly domina la scena.
Ounas si conferma intraprendente o dotato, oltre il gol. È una punta da ultimi 30 metri, non il sostituto di Callejòn che gioca quarto a destra su 60. Si rivela Younes, che ricorda da vicino Insigne. Già, Insigne visto e non visto. Testa e valigia già a Liverpool. Si capisce, non vede l’ora".

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