Il contratto di Allegri, rinnovato subito dopo Cardiff, scadrà nel 2020, ma è difficile trovare qualcuno disposto a scomettere che l’irrequieto Max riuscirà a resistere sette anni nella stessa squadra. Alla Juve sono al corrente che presto o tardi chiederà di andarsene, perché sanno che prima della pensione (e non ci andrà tardi: sicuramente non oltre i sessant’anni) ha ancora due sogni da realizzare: provare un’esperienza all’estero e poi guidare per un quadriennio la nazionale italiana. A Torino, dunque, si stanno preparando, monitorano, analizzano, valutano: quando il giorno verrà, che sia l’estate prossima o quella dopo ancora, non vogliono farsi trovare impreparati. E dopo un lungo lavoro di studio durato un anno intero, un nome si è stagliato su tutti gli altri, fino a collimare con il profilo ideale dell’uomo da far accomodare sulla panchina juventina del futuro: Simone Inzaghi. Per adesso, però, Inzaghi è solo un nome in una lista. Non ci sono stati contatti, né sarebbe stato lecito e opportuno averne: anche Simone ha un contratto fino al 2020 (e, a quanto pare, senza clausole liberatorie) e qualunque genere di approccio dovrebbe passare prima dal benestare di Lotito. Lo riporta La Repubblica Nazionale.