Nella domenica in cui la Juventus scopre il «compañerismo» di Dybala e Higuain — il copyright è della Joya —, va registrata anche una scoperta dal retrogusto assai più amaro per un’altra coppia di punte. Cuadrado e Bernardeschi, compañeros di sventure, rischiano di chiudere anzitempo la loro stagione. «Se siamo più ottimisti per Federico? Il suo è un problema di carattere contusivo — spiega Allegri —, mentre per Juan, alle prese con la pubalgia, si spera che l’infiammazione passi presto e possa rientrare per il finale di stagione. Altrimenti faremo senza».
Il caso più complesso è quello del colombiano, anche perché il Mondiale all’orizzonte con i Cafeteros condiziona giocoforza i suoi progetti di rientro. Tradotto: rischi minimi. I tempi di recupero sono abbastanza misteriosi. L’unica certezza è che Cuadrado non ha alcuna intenzione di forzare. E ci mancherebbe. La sua testa sarebbe più in Russia che a Vinovo, se è vero che l’attaccante sarebbe deciso a rispondere comunque alla convocazione della Colombia — impegnata il 23 marzo contro la Francia e il 27 contro l’Australia —, benché infortunato e dunque impossibilitato a giocare. Perché? Per avere un consulto medico in più, dai medici della sua Nazionale. E sentirsi parte del giro di giocatori che «vedono» il Mundial. Il problema è che la pubalgia è un malanno persino più misterioso che antipatico, dalle cure spesso incerte: ne sa qualcosa Platini, ma anche Romulo. Un fastidio rognoso che può avere tante cause e che non si risolve a tutti i costi con un’operazione, nella fattispecie quella da Cuadrado sostenuta il 30 gennaio a Monaco di Baviera, sotto i ferri della dottoressa Ulrike Muschaweck. Insomma, nella peggiore delle ipotesi, per lui non si possono escludere ulteriori revisioni chirurgiche.
La situazione meno grave è quella di Bernardeschi, alle prese con la lesione parziale del legamento crociato del ginocchio sinistro. Il numero 33 ha un 50% di possibilità che, dopo le prossime due settimane di potenziamento muscolare, possa rientrare in gruppo. Dopodiché si sottoporrebbe a un’inevitabile «riatletizzazione» di una ventina di giorni. Per l’ex viola si punta forte sulla terapia conservativa, anche se il legamento crociato non ha possibilità di sistemarsi da solo, a differenza del collaterale.
Rewind. Il rientro di Cuadrado era stato inizialmente calendarizzato tra la metà e la fine di marzo, e cioè 45-60 giorni dopo l’intervento in Germania. Tutto sbagliato, tutto da rifare. Con il rischio di non vederlo nemmeno per il rush finale di una stagione in cui Allegri dovrà spremere i suoi attaccanti, con in più il rimpianto di aver ceduto a gennaio allo Schalke 04 un certo Marko Pjaca. Che ora farebbe comodo.
Quanto a Bernardeschi, le prime brutte notizie erano state sdoganate da Allegri due settimane fa, alla vigilia di Juve-Atalanta rinviata per neve, con buona pace di una prima ottimistica prognosi che lo voleva in campo 2-3 settimane dopo l’infortunio del derby: «Tra una ventina di giorni sapremo se la terapia conservativa ha funzionato,altrimenti decideranno se Federico si dovrà operare oppure no. Questa purtroppo è la situazione». Ieri l’ulteriore correzione del tiro, con dilatazione dei tempi: «Lunedì ( oggi, ndr ) Federico si sottoporrà a una risonanza magnetica, poi comincerà un percorso di rinforzo della gamba e, passati 20 giorni, sapremo se dovrà essere operato o potrà iniziare la preparazione per tornare in squadra». Altrimenti? «Altrimenti faremo senza», ribadisce Allegri, abituato a non piangersi addosso ma a fare ottima legna con quello che ha.«Io preoccupato? Assolutamente no. Abbiamo sempre Mandzukic, Douglas Costa può giocare anche a destra e Alex Sandro può fare l’esterno “alto”». Insomma, se Juan e Fede dovessero alzare bandiera bianca, si può sempre fare appello ai loro compañeros .