Pur senza il pubblico delle grandi occasioni il San Paolo è tornato a brillare. Lo ha fatto alla ripresa del campionato, dopo due settimane di astinenza da vero calcio, quello che appartiene i tifosi. Ne erano in 36.557, hanno riempito (non tutto) lo stadio di Fuorigrotta spingendo il Napoli al ritorno alla vittoria, alla notte che blinda il primato in attesa di Juve e Inter. Si sono divertiti e nel finale hanno sofferto, epilogo in bilico che ha addolcito una vittoria preziosa. La prevendita dei giorni scorsi aveva spiegato che per nuovi record di presenze (ad oggi resistono i 53 mila contro il Sassuolo) bisognerà attendere nuove occasioni. Ma l’atmosfera era quella dei big match, così come l’attesa che ha preceduto il fischio d’inizio.
ATMOSFERA. Molti tifosi si sono anticipati e, approfittando della bella giornata, hanno deciso di trascorrere la giornata in città per poi avviarsi al San Paolo. Ecco perché, a differenza del passato, non s’è avvertito il solito caos di Fuorigrotta. Traffico regolare all’andata, solite file di auto in cerca di parcheggio e tifosi in coda per entrare già dalle 18. Hanno intuito il primo freddo: piacevoli dettagli. E dovranno conviverci. Pienissime le due Curve nei settori superiori, quasi deserti in quelli inferiori. Destino simile per i Distinti ed anche la Tribuna. Ma oltre i numeri s’è avvertirà la presenza e il sostegno del popolo di Fuorigrotta, degli abitanti di un teatro che ogni volta accoglie la bellezza del calcio di Sarri.
BRIVIDO. I tifosi si sono divertiti e per la prima volta hanno capito cosa vuol dire convivere con la tecnologia e l’imprevedibilità (provvidenziale) del VAR. Sul gol di Insigne, inizialmente annullato per fuorigioco, hanno atteso qualche secondo prima di esultare. Alla fine la gioia è stata doppia: alla rete, immediatamente festeggiata, e poi a quella convalidata, un minuto dopo. Sensazioni nuove appartenente al calcio 2.0 che ha aperto le proprie porte al progresso per impedire all’errore umano di condizionare gare decisive come quelle di ieri.