Sfortunati sì ma che nessuno accampi alibi per la sconfitta di iersera al San Paolo del Napoli contro l’Atalanta. Una squadra che ambisce ad arrivare almeno seconda a battere sia Juve che Real in Coppa Italia e Champions non può subire il gol del raddoppio dei bergamaschi in superiorità numerica. Quando l’arbitro Celi ha giustamente mandato fuori per doppia ammonizione Kessie, la squadra azzurra avrebbe dovuto vendere l’anima al diavolo pur di ribaltare il risultato evitando così la seconda sconfitta casalinga in campionato dopo quella che con la Roma. Invece no. La difesa si è addormentata di nuovo sul destro coordinato di Caldara che già nel primo tempo aveva sbloccato il risultato su calcio d’angolo. Davvero una serata assurda per i partenopei che qualcosa hanno fatto vedere. Le occasioni non sono state tante come nelle altre sfide ma non sono mancate. Purtroppo, però, si è stati poco precisi sotto porta per la felicità del portiere Berisha. Comincia, dunque, male il ciclo terribile del Napoli dei prossimi dieci giorni. Si doveva partire alla grande in campionato per poi arrivare sereni ai prossimi match con Juventus ( martedì in Coppa Italia), Roma (sabato in serie A), Real Madrid (il 7 marzo in Champions). Ed, invece, gli azzurri si sono fatti male da soli ma soprattutto hanno avuto di fronte una avversaria che non si trova nelle zone dell’alta classifica per caso. Gasperini ancora una volta ha dato ampia dimostrazione di essere un grande allenatore e soprattutto di saper battere il collega Sarri. Gomez in conferenza stampa ha detto che prima di venire al San Paolo avevano visto la sfida dell’andata perché si doveva giocare alla stessa maniera per esultare ancora. Ebbene, la Dea è andata ad aggredire il Napoli sempre alto evitandogli di fare il proprio gioco. A tratti hanno anche dominato i nerazzurri e questo è un affronto troppo grande per il nostro allenatore che di solito fa provare queste sensazioni alle formazioni che stanno dall’altra parte. L’Atalanta andava a cento all’ora, era aggressiva con triple marcature e nessuno degli undici partenopei è riuscito a reagire. Hamsik un fantasma così come Zielinski. Diawara ha avuto difficoltà a trovare spazi. In attacco il trio dei piccoletti è apparso troppo leggero contro una difesa granitica e su un campo molto pesante. A questo punto viene da chiedersi: ma perché Sarri non ha voluto schierare dall’inizio una torre come Pavoletti affidandosi a Mertens che solo a tratti ha provato a calciare in porta. Non sapremo mai come sarebbe andata a finire ma, comunque, qualche speranza in più per evitare la sconfitta c’era. La cosa fondamentale adesso è non andare a speculare sulla sconfitta. Tirando in ballo nuovamente lo scontro tra il presidente e il sor Maurizio. Anche perché a Verona contro il Chievo si era vinto pochi giorni dopo lo sfogo aureliano a Madrid. La verità è una sola, il Napoli è incappato in un altro passo falso che può creare problemi per la rincorsa al secondo posto. Sicuramente bisogna guardarsi le spalle, soprattutto se stasera l’Inter batte la Roma. Il risultato più opportuno sarebbe un bel pari in modo tale da non far scappare i giallorossi e di non ritrovarsi i meneghini a -3 dal terzo posto. Ma non si può vivere delle disgrazie altrui. Meglio guardare in casa propria e pensare alla sfida con la Juventus di martedì in Coppa Italia. L’unico modo per ritrovare un po’ di sorriso è quello di fare risultato allo Stadium.