Dal “Se usciamo non sarà un dramma”, al “ci vediamo in finale” detta prima del fischio d’inizio del match col Dnipro. Sarà anche un inventore di massime divertenti e un gran comunicatore, ma il Benitez delle vigilie europee di questa stagione non ne azzecca una. C’è tanta verità nel dire che il Napoli è stato penalizzato sia all’andata che al ritorno di queste semifinali, ma come accadde ad agosto, ancora una volta gli azzurri sono stati fatti fuori da un’avversaria alla portata.
CIAO CHAMPIONS - Lo era l’Athletic nei play off di Champions League, lo è stato anche il Dnipro che vola in finale di Europa League. Un Napoli deludente sia in Champions che nell’altra coppa. Si poteva raggiungere il sogno Varsavia per un motivo molto semplice: il Napoli è più forte del Dnipro. Lo ha dimostrato, in sostanza, sia all’andata che al ritorno. Occasioni fallite e due gol non validi (sicuramente quello all’andata al San Paolo), ma anche tante occasioni sbagliate dagli azzurri. Higuaìn sia all’andata che al ritorno si è “mangiato” almeno due gol che probabilmente avrebbero scritto una storia diversa.
CIAO EUROPA LEAGUE - Ma quella del Napoli è stata una storia europea iniziata male e finita peggio. Il traguardo della semifinale di Europa League è comunque storico. Non si arrivava così in alto da 26 anni. Però un campionato che non è stato privilegiato per la coppa ora diventa l’unico appiglio per tentare l’approdo alla prossima Champions. Cosa c’è di buono quindi? La semifinale, sicuramente, ma l’uscita contro il modesto Dnipro (magari anche normale) lascia molto perplessi. Anche perché ci si è arrivati (Wolfsburg a parte) con un calendario più che favorevole. Tirare di più e fare più gioco non consente di vincere le partite. Il calcio non è il pugilato e avere più occasioni non basta. Gli ucraini si sono difesi meglio e hanno capitalizzato al massimo le occasioni che hanno avuto, ma gli azzurri dovevano comunque fare molto di più. Su questa batosta europea resta l’ombra di un arbitraggio mediocre sia nella partita d’andata che in quella di ritorno. Eppure gli azzurri non hanno entusiasmato in nessuna delle due partite.
COSA RESTA - Ora cosa resta? Bisogna inseguire Lazio e Roma e acciuffare almeno il terzo posto. Eppure l’interrogativo è questo: giocare di nuovo i play di Champions a metà agosto sarà considerato un buon risultato? I famosi introiti necessari per stilare il business plan che Benitez ha citato più volte arriveranno soltanto con il superamento dello scoglio estivo. Quello dove è andato a sbattere il Napoli contro l’Athletic e che resterà una spada di Damocle sulla testa degli azzurri per tutta l’estate. E con un futuro tutto da decifrare quest’Europa resta, in un modo o nell’altro, un’Europa molto amara.