La parola chiave è equilibrio. L’ha inseguito invano Benitez, proverà a trovarlo Sarri, oramai pronto a sedersi sulla panchina azzurra. Sarà lui, sulle prime, a dettare l’agenda, in attesa del nuovo direttore sportivo (Giuntoli?). Il mercato spalla a spalla con De Laurentiis, qualche nome già segnato su carta e il proposito, non celato, di ringiovanire e italianizzare la rosa. Le idee andranno a sostituire (in buona parte) gli investimenti e dovranno essere tanto brillanti da poter garantire al Napoli un elevato grado di competitività su tutti i fronti. E allora via alla lista dei desideri, capeggiata da Mirko Valdifiori, il metodista che quest’anno ha fatto le fortune dell’Empoli, tanto da guadagnare (a ventinove anni e dopo una carriera spesa in serie B) la prima convocazione per la nazionale maggiore. Una scommessa o quasi per rinforzare un reparto orfano di menti pensanti, in grado di gestire il pallone e di ragionare in funzione dei compagni di squadra. Consigliabile affidare le chiavi della mediana ad un calciatore che già conosce pensieri e intenti dell’allenatore per accelerare il processo di assimilazione del nuovo corso tecnico e tattico. E la trattativa, nonostante l’interesse ancora vivo di altri club, non sembra di quelle impossibili. La richiesta economica del sodalizio toscano (5-6 milioni di euro) non dovrebbe spaventare ADL, pronto a mettere nero su bianco per regalare a Sarri il primo tassello di un mosaico da ricostruire, con oculatezza e senza sprechi. Lo stesso Corsi, numero uno dell’Empoli, ha ammesso di non poter opporsi alla cessione di Valdifiori nel caso in cui, una società forte e florida come il Napoli, formulasse un’offerta adeguata. Dello stesso avviso Mario Giuffredi, agente del giocatore che continua a mandare segnali verso Partenope, in attesa della telefonata decisiva. L’affare potrebbe dunque andare in porto a stretto giro di posta, le sensazioni sono più che positive e così il Napoli si ritroverebbe in casa quel regista dai piedi buoni a lungo inseguito e mai reperito. D’altronde lo stesso Jorginho ha deluso non poco quest’anno, pur disponendo delle caratteristiche del “play”, forse per limiti di natura caratteriale. Un problema di “personalità ”, la stessa che non dovrebbe mancare a Valdifiori, nonostante l’esperienza pressoché nulla in club blasonati. Dopo anni di gavetta, sembra pronto per il grande salto, proprio come Sarri. Il passato, per certi versi simile, li accomuna e probabilmente li proietterà in un futuro ancora tinto d’azzurro. Sarri è già pronto, Valdifiori aspetta speranzoso quello squillo che potrebbe cambiargli la vita.