Terzo posto era e terzo posto dovrà essere. Certo, le intenzioni di questa nuova stagione erano altre per il Napoli quando si cominciò a lavorare a Dimaro. «Dovremo lottare per lo scudetto, lo pretendo dai miei uomini», disse a più riprese Aurelio De Laurentiis. Un proclamo che fece illudere tutti, anche perché si dovevano ancora giocare i preliminari di Champions League e il mercato prometteva grandi colpi. Purtroppo, poi, l’Europa che conta è sfumata e i rinforzi tanto agognati non sono mai arrivati. Ai tifosi è crollato il mondo addosso ma la speranza era che si potesse sempre rimediare. Magari puntando al secondo posto. Dopo la prima giornata di campionato e il successo in casa del Genoa ci si illuse che il Napoli era più forte dell’anno scorso. Ed, invece, subito dopo sono cominciati i problemi. Si è perso con Chievo e Udinese, si è pareggiato col Palermo. Nel secondo ciclo si è cominciato a correre chiudendolo con i successi contro Roma e Fiorentina. Un exploit incredibile che fece immaginare anche una lotta per il titolo tricolore. Nulla di tutto ciò poiché dopo la sosta ci sono stati tre pareggi e si è perso addirittura in casa del Milan. Anche il progetto terzo posto è cominciato a traballare. Si doveva chiudere in bellezza e lo si è fatto battendo senza problemi il Parma e aggiudicandosi la Supercoppa italiana. Nonostante ciò il cammino di questo torneo è stato molto inferiore rispetto allo scorso. Alla fine del 2013, dopo sedici giornate di campionato, il Napoli aveva otto punti in più. Eppure c’era la Champions League giocata ai massimi livelli. Si uscì incredibilmente con dodici punti in classifica alla pari di Arsenal e Borussia Dortmund che sfruttarono la differenza reti. Il -8, comunque, non dovrebbe far preoccupare più di tanto. Se Higuaìn e compagni ricominceranno a giocare il 6 gennaio come nella sfida con la Juventus di Supercoppa allora si può tranquillamente rimediare subito. Già a partire con il Cesena non ci dovranno essere distrazioni. Poi arriverà di nuovo la Vecchia Signora e via via ci saranno tutta una serie di scontri che potrà essere fondamentale per blindare il terzo posto. Le concorrenti ai preliminari si stanno rinforzando tutte. In special modo il Milan che ha preso Cerci mandando via Torres. In azzurro, però, sbarcheranno Gabbiadini e Strinic e quindi ci si rinforzerà abbastanza. Dovrà, poi, essere sfruttato l’entusiasmo per la conquista del secondo trofeo in sette mesi. I calciatori azzurri sono stati entusiasti per il successo in Supercoppa e per questo motivo non devono perdere la carica giusta per trattare ogni avversario allo stesso modo. Non conta il blasone di chi sta di fronte ma la fame di vittorie che bisogna avere per raggiungere determinati traguardi. Dal 6 gennaio, poi, deve entrare in mezzo anche l’esperienza di un titolato come Benitez. Rafa il pluridecorato è stato fin troppo criticato per l’andamento altalenante del suo Napoli. Sistematicamente è stato messo alla gogna e attaccato pure a livello personale. Va detto che qualche responsabilità è anche sua. Se in alcune occasioni i suoi uomini hanno fallito non è stato esente da colpe. Ma da qui a dire che non è adatto al calcio italiano ce ne vuole. Ha il suo modus operandi che a volte cozza con la realtà italiana ma se avesse avuto gli uomini giusti al posto giusto avrebbe sicuramente vinto qualche partita in più. La convinzione, comunque, è che qualcosa sia cambiato. A Doha si è visto un gruppo unito che ha voglia di festeggiare ancora. L’esultanza di Higuaìn dopo il secondo gol alla Juve fa capire che il Napoli gli attributi ce li ha. Altrimenti non si sarebbe mai riusciti a recuperare una partita dopo il raddoppio di Tevez ad inizio secondo tempo supplementare. L’obiettivo da oggi che si comincia a lavorare di nuovo è quello di essere sempre cinici e cattivi contro chiunque perché gli obiettivi non si raggiungono solo battendo la Juventus ma anche bastonando una piccola come il Cesena nel giorno della Befana.