Non è mai una partita qualunque. E non ha fatto eccezione la sfida di sabato sera, seguita da una velenosissima coda polemica. La storia di Juve-Napoli è fatta di gol, recriminazioni e sospetti, tanti, che puntualmente si ripropongono dopo il fischio finale. Sul banco degli imputati c’è Banti, già contestato al momento della designazione perché livornese, proprio come Allegri. Il vecchio rapporto d’amicizia è noto ma, talvolta, può risultare sconveniente, soprattutto se si presentano episodi che danno adito a critiche anche feroci. Ce ne sono state, per quella gestione dei cartellini che proprio non è piaciuta: due pesi e due misure, si diceva un tempo. Quella degli azzurri è già colma: lasciati in dieci, privati dell’unico laterale difensivo sinistro di ruolo e costretti a raddoppiare le energie per provare a riaprire la contesa, a tenere in piedi un risultato ampiamente compromesso. Non il miglior viatico per arrivare bene alla sfida con il Liverpool che dato il pareggio rimediato a Belgrado si presenta già decisiva.
IL VERDETTO DEL CAMPO è stato severo ma Ancelotti ha fatto una certa fatica ad accettarlo serenamente. La sua proverbiale calma ha ceduto il posto alla rabbia, dettata da una direzione di gara “superficiale”, come l’ha definita lo stesso tecnico partenopeo, visibilmente adirato al termine della partita. Fa un certo effetto vederlo così nervoso, teso, considerate le peculiarità di un personaggio che difficilmente si lascia andare a strali e proteste. Evidentemente l’arbitraggio “casalingo” di Banti deve averlo infastidito non poco, tanto da costringerlo a criticare apertamente l’operato del fischietto toscano. Alle scelte discutibili dell’arbitro si sono aggiunti i soliti cori vergognosi dello Stadium, indirizzati sia alla città di Napoli che allo stesso Ancelotti, apostrofato con insulti che superano ampiamente il limite della vergogna. Il tecnico ha risposto per le rime (rivendicando la Champions del 2003 vinta con il Milan in finale contro la Juventus) e al contempo ha ammesso di essere rimasto infastidito dalle irripetibili offese rivolte alla città, le stesse che Allegri dice di non aver sentito.
LA REAZIONE DEI TIFOSI azzurri non si è fatta attendere, in tanti hanno elogiato le parole di Ancelotti, condividendo la vena particolarmente polemica nei confronti del direttore di gara ma non tutti hanno deciso di appellarsi alle decisioni di Banti per giustificare il tre a uno subito a Torino. L’arbitraggio è stato tutt’altro che convincente ma il Napoli, a detta di molti, avrebbe potuto e dovuto fare di più, a maggior ragione dopo quei primi venti minuti di grandissimo calcio che lasciavano presagire un finale decisamente diverso. La formazione iniziale non ha convinto del tutto, così come la tempistica dei cambi, forse tardivi, mentre continua a destare perplessità la posizione di Hamsik. Appunti che lasciano da parte i provvedimenti disciplinari e la gestione del match per mettere in evidenza i problemi che Ancelotti dovrà affrontare per uscire indenne dai prossimi impegni.