A gennaio era il gotha del calcio. Quando Rafa Benitez alzò la Supercoppa Italiana e poi cominciò a vincere quasi tutte le partite del nuovo anno, anche i suoi più acerrimi critici decisero di salire sul carro dei vincitori. Addirittura c’era chi era convinto che il vento era girato perché il tecnico aveva seguito il suo consiglio. Non appena le cose sono cominciate ad andare male ognuno ha preso le distanze dallo spagnolo. C’è stato un tiro a bersaglio incredibile culminato addirittura con la richiesta a De Laurentiis di trovare un traghettatore fino a maggio in modo da poter far fuori Benitez. Roba dell’altro mondo. Ma come si fa a mettere in discussione un allenatore che, nonostante tutto, è ancora in corsa per tre competizioni. Certo, adesso la corsa al terzo posto si fa dura dopo che la Lazio ha effettuato il sorpasso, ma i punti di differenza sono solo tre. Inoltre domani c’è in palio la qualificazione ai quarti di finale e, visto il 3-1 dell’andata, non ci dovrebbero essere troppi problemi. L’8 aprile, poi, ci sarà la gara di ritorno della semifinale di Coppa Italia contro la Lazio al San Paolo. Con l’1- 1 dell’Olimpico le percentuali di qualificazione alla finale pendono verso il team partenopeo.
MASSIMA FIDUCIA. Benitez non va assolutamente messo in discussione. Sarebbe un harakiri cercare in tutti i modi di additarlo come il principale responsabile di un momento molto difficile in campionato. Qualche scelta l’avrà anche sbagliata ma ci può stare. Da qui a dire che se ne deve andare ce ne vuole. Ha cominciato un progetto un anno e mezzo fa che potrebbe anche finire a maggio ma i conti vanno fatti alla fine e non nel momento clou della stagione. Rafa saprà far rinascere il Napoli e già nella gara di domani in casa della Dinamo Mosca si avranno le prime risposte. In Russia si capirà se Higuaìn e compagni sono malati veramente o se si tratta solo di una influenza passeggera che colpisce solo nelle gare di serie A in trasferta. La cosa certa è che i quarti di finale di Europa League sono obbligatori in questo momento. Guai se si sbagliasse partita e si uscisse dalla competizione internazionale. Si aprirebbe una crisi non indifferente e per Benitez sarebbe davvero difficile evitare di finire in un tunnel senza via di uscita. Conoscendo il tecnico, però, saprà caricare i suoi per una gara secca che dovrà essere interpretata come una finale. Questi match Benitez non li sbaglia quasi mai. Sa come fare a portarsi a casa il risultato positivo che gli consentirà di fare un ulteriore passo in avanti. Va detto, poi, che l’unica volta che il Napoli ha passato gli ottavi è stato quando nel 1989 vinse la Coppa Uefa.
ASPETTANDO L’ATALANTA. Giusto puntare tutto sulla Dinamo ma non va dimenticato che domenica al San Paolo contro l’amico Reja proprio non si potrà più sbagliare. Il campionato corre, Lazio, Fiorentina e Sampdoria non hanno alcuna intenzione di fermarsi e quindi si deve stare al passo con i tempi. Ormai la corsa per la zona Champions è molto aperta. A questo punto i capitolini allenati da Pioli sono favoriti addirittura per il secondo posto dove c’è una Roma che è stata affossata dai blucerchiati. I giallorossi piangono ma il Napoli neanche può permettersi il lusso di sorridere. Lo può fare solo se ritrova nuovamente la strada della vittoria e la continuità di risultati. Dopo il match con la Dea, poi, si andrà proprio all’Olimpico per vedersela con Totti e soci. Potrebbe essere uno scontro cruciale per la stagione. Ci vorrebbe una prova di forza per dimostrare alle dirette concorrenti che si è ancora vivi e che non sarà facile per nessuno fino a maggio. Inutile, però, guardare troppo oltre. Bisogna pensare ad una partita alla volta e quindi conta quella di domani pomeriggio contro la Dinamo Mosca. Vincere aiuta a vincere ma il passaggio del turno sarebbe già una grande cosa. In questo momento tutto fa brodo, l’importante è riportare un po’ di serenità nell’ambiente e soprattutto stimolare i calciatori per il prosieguo del torneo. Fino alla finale di Varsavia la strada è ancora lunga. Benitez crede molto alla possibilità di arrivare fino in Polonia ma le insidie sono tante, soprattutto se si sbaglia approccio come con il Verona. La lezione, però, dovrebbe essere stata imparata.