Il Roma - Napoli all’attacco, Sarri deve scegliere la formula-Europa per scacciare l'odore della crisi

Rassegna Stampa ico calendario ico orologio21:38 fonte : Scotto - Il Roma
Il Roma - Napoli all’attacco, Sarri deve scegliere la formula-Europa per scacciare l'odore della crisi

Ammesso che il vero problema sia come sostituire Milik, quello che domani si riaffaccia all’Europa è un Napoli che deve andare all’attacco. Del momento no, per provare a distruggerlo. Per attaccare i dubbi, le incertezze. Ma anche andare all’attacco e ritrovare il gol perduto: a Bergamo, ma anche con la Roma, dove la zuccata “alla Milik” l’ha servita Koulibaly, un difensore. Sembra strano parlare dell’assenza del polacco come una iattura, ma non è proprio così. Nel monologo tattico che Sarri interpreta ormai da più di un anno non c’è spazio alle varianti.

LA PRIMA PUNTA deve fare un determinato tipo di gioco. Che si chiami Higuaìn, Mertens, Gabbiadini o Milik poco cambia. Ma se per Sarri sono tutti intercambiabili, la realtà è diversa. All’epoca del Pipita guai a non dargli un pallone quando si lanciava in profondità. Gabbiadini non ha lo stesso onore: con la Roma ha sbagliato tanto, è vero, ma quando ha fatto i movimenti giusti (e li ha fatti) non si è visto arrivare il pallone, se non una volta nel primo tempo. Difficile fare gol senza rifornimenti, ma il Napoli sabato ha preferito aspettare gli inserimenti di Callejon e di Hamsik per cercare il gol. Quindi se non si deve cambiare, va bene. Ma il centravanti va supportato. Sarri e il suo “canto libero” vanno avanti ormai da una stagione e qualcosa. Il San Paolo è rimasto incantato dal bel calcio offerto, tanto da accogliere la prima sconfitta interna dell’era Sarri (Coppa Italia, ko con l’Inter a parte) senza neanche un mugugno. Stesso dicasi per la seconda sconfitta consecutiva (anche questo mai accaduto) e per i tre gol incassati a Fuorigrotta, purtroppo terzo primato negativo arrivato nel triste pomeriggio di sabato. Un credito meritato, che avrà un altro banco di prova appena domani. Perché c’è una coltre da scacciare via: peso mentale, sicuramente di condizione, di qualche giocatore di troppo. Una piccola smossa, quella ci vorrebbe. Sì, ma quale? Sarri non vuole cambiare tanto per, pensa che tirare dritto (e con coerenza) sia la strada giusta. Eppure qualche uomo nuovo, e forse qualche accorgimento tattico, ci vorrebbe. Che senso ha tenere in regia un Jorginho stanco? Stesso discorso per Hamsik, e forse anche Callejon. Del resto, hanno giocato sempre. Ma Sarri vorrà liberarsi dei suoi giocatori migliori? Questo il dilemma.

DECIDERE QUALE VESTITO IL NAPOLI deve indossare per l’Europa. Perché una vittoria sul Besiktas, e magari un pareggio tra Benfica e Dinamo Kiev, potrebbe riconsegnare il Napoli alla storia. Qualificazione certa dopo appena tre partite. Un record. E poi, però, ci sarebbe il campionato, con un feeling da ritrovare. Quello che si è un po’ smarrito: in cinque partite al San Paolo, tanto per dire, il Napoli ha incassato otto reti (per la precisione sono due contro il Milan, una contro il Bologna, due contro il Benfica, tre con la Roma). Troppi. Per questo Sarri ha le idee chiare, espresse dalla serenità con la quale ha analizzato la partita con la Roma di sabato. Napoli all’attacco, quindi: al di là degli uomini va scacciato questo “odore” di crisi.

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