Il Roma - Koulibaly, un altro errore fatale: una serie di lettere censurate descrivono il lato peggiore di Kalidou
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Una serie di lettere censurate descrivono il lato peggiore di Kalidou Koulibaly: la parola inizia con “cazz” e si conclude con “ate”, dunque è un facile rebus da sciogliere che corrisponde esattamente al pensiero (ripetuto) di Maurizio Sarri. Quella con la Roma è stata solo l’ultima leggerezza tecnica di un difensore elegante palla al piede ma spesso vittima di blackout improvvisi ed anche imprevedibili. Premessa: contro la Roma l’errore è suo solo in parte. La squadra lo lascia solo (Allan e Ghoulam non si muovono per ricevere palla) e lui s’impappina, ma prima di chiudersi in un imbuto avrebbe potuto spazzarla in tribuna o servire Reina alle sue spalle. Poi i processi: non può, un difensore, tentare un dribbling a pochi metri dalla propria area di rigore. È leggerezza e presunzione, tentativo estremo di sbrogliare una situazione complicata nella quale s’era infilato senza neppure accorgersene. Già nei primi mesi dal suo arrivo al Napoli l’ex centrale del Gent aveva offerto il peggio di sé, salvo poi riscattarsi con prestazioni straordinarie che gli sono valse, pochi giorni fa, il rinnovo milionario oltre che il precedente interesse di top club europei (Chelsea su tutti). In un rocambolesco Napoli-Cagliari del 2014, ad esempio, Koulibaly fu parzialmente colpevole in tutte e tre le reti dei sardi (la partita finì 3-3): prima si fece saltare agevolmente da Ibarbo, poi calcolò male i tempi dello stacco aereo ed infine, proprio come sabato, rimediò una figuraccia nel tentativo di dribblare lo stesso difensore colombiano. Si va a memoria provando a recuperare nella mente i tanti errori di Koulibaly, uno dei più forti difensori in circolazione che ha, però, il brutto vizio di perdersi lungo il cammino in un istante tremendamente fatale. Nel marzo del 2015 regalò indirettamente la vittoria al Torino con un retropassaggio suicida che offrì ai granata una chance da corner e a Glik, pochi secondi dopo, la possibilità di battere Andujar di testa per la rete che decise l’incontro. In serie altre ingenuità: il gol di Brozovic a San Siro ed il rigore all’Udinese (per ingenuo fallo su Badu) lo scorso anno, fino alla rete di Petagna due domeniche fa a Bergamo. Disattenzioni mentali, tattiche e tecniche, ingenuità colossali che spiazzano un po’ tutti se paragonate ai (suoi) tackle puliti, alla rapidità di gambe, alla strapotenza fisica con la quale spesso riesce ad uscire palla al piede ricevendo fiumi di applausi. Continuerà a farlo ancora, Koulibaly: ad offrire il peggio ed il meglio del suo (vasto) repertorio, indifferentemente.
