Eppure, per una parte della stagione, si era visto qualcosa di speciale in lui. Come se, magicamente, il gigante francese potesse risolvere quel problema secolare della difesa. Giovane e prestante, Koulibaly si presentava inizialmente come ben più di un talento in prospettiva, tanto da essergli riservato fin dal suo arrivo il ruolo di titolare al fianco di Raul Albiol. Destro di natura, il francese aveva dimostrato comunque di poter adattarsi a sinistra. Ma fin dalle prime uscite, aveva fatto vedere delle carenze. Un dato che, tuttavia, non ha inciso inizialmente, perché passare dal Genk, campionato belga, al Napoli non è un cambiamento che si metabolizza nell’immediato. Intanto, però, gli indizi di inizio stagione si sono confermati nel corso del campionato. Mezzi atletici straripanti, ma grandi problemi nello stretto e di piazzamento, per Koulibaly. Il francese ha sofferto, infatti, sempre lo stesso tipo di calciatore: minuto, molto tecnico, fulminante nel primo dribbling. Per cui, gente come Dybala, Nico Lopez, Eder (che è addirittura riuscito a farlo espellere), Menez, Farias e altri sono proprio il tipo di giocatore che porta spesso il centrale azzurro all’errore. Errore che risulta spesso decisivo, specialmente negli ultimi due casi citati, quando il Napoli ha perso a San Siro col Milan (2-0) e ha pareggiato in casa col Cagliari (3-3). Allo stesso modo, il francese è troppo spesso fuori posizione. E l’essere in coppia con Albiol non aiuta di certo, vista la propensione anche dello spagnolo a non fare sempre la scelta giusta. Nell’ultima partita, vinta contro il Cesena, il secondo gol di Defrel è dovuto a una scelta sbagliata quanto elementare di Koulibaly, che lascia che la prima (e unica) punta degli emiliani si stacchi all’indietro per battere verso la porta di Andujar, così come già successo con Farias, Vazquez (Napoli-Palermo) e in altri casi. Anche sui calci piazzati, il problema è evidente. Lo è stato fin dalle prime giornate, quando il suo intervento maldestro ha favorito il gol di Danilo che ha deciso Udinese-Napoli, oppure il gol di testa da calcio d’angolo di Belotti nella già citata sfida contro i rosanero al San Paolo di inizio stagione. Insomma, troppe imprecisioni per un squadra che stenta ancora a trovare l’equilibrio fra i reparti. Inevitabilmente, i gol subiti diventano una cifra importante, che non permette agli azzurri di essere più in alto. Il lavoro che Benitez (non) ha fatto con lui si spera che non si ripercuota sulla carriera del calciatore, che lascia comunque intravedere ampi margini di miglioramento. Intanto, il posto da titolare l’ha perso già a marzo. Prima un leggero infortunio, poi la scelta del tecnico spagnolo di cavalcare il buon momento di Britos. Così, il francese è stato utilizzato dove poteva fare teoricamente meno danni: le partite, comunque importanti, contro Empoli, Parma e Cesena ne sono la dimostrazione. Peraltro, con l’ammonizione rimediata lunedì sera, non sarà a disposizione di Benitez per la gara di sabato contro la Juventus.