Come erano belli i tempi quando Lorenzo Insigne, appena riceveva il pallone in area calciava e segnava. Uno dietro l’altro i gol dell’attaccante grazie alla nuova posizione decisa da Carlo Ancelotti. Lazio, Fiorentina, Torino, Parma, Sassuolo, Empoli, Liverpool e Psg (andata e ritorno) sono state tutte punite dal Magnifico. Dieci i gol tra campionato e Coppa, un rendimento mai avuto in maglia azzurra. Un giocatore di spessore capace di sbloccare le partite a modo suo. Poi improvvisamente lo stop. Fisiologico per amor del cielo. I periodi di stasi arrivano per tutti i bomber. Basti pensare il digiuno di Hiugaìn che di mestiere fa proprio il goleador. Lorenzinho è fermo in campionato dal 2 novembre in serie A (primo gol all’Empoli) e in Champions dal 6 dello stesso mese (rigore dell’1-1 col Paris Saint Germain). Praticamente è passato un mese e mezzo dall’ultima rete. Nella testa di uno che era abituato bene qualcosa è scattato. Mettici pure poi che ad Anfield contro il Liverpool non è andata proprio bene e che a Cagliari è rimasto fuori dall’inizio.
VOGLIA DI RISCATTO. Di partite prima della sosta ce ne sono. Come quella di domani per esempio in casa con la Spal. Sicuramente tornerà in campo dal primo minuto. E quale migliore occasione per farsi un bel regalo di Natale. Un golletto sotto l’albero di casa sua non sarebbe male. L’avversaria sembra facile da battere ma non lo è. E proprio per questo motivo servirà il migliore Insigne. Quello che i tifosi erano abituati a vedere fino al 6 novembre scorso. Voglioso, carico al punto giusto e deciso più che mai a fare la differenza nella sua squadra. Fortunatamente in serie A ci hanno pensato gli altri a segnare ma il Napoli di Ancelotti ha bisogno di tutti, in special modo dei suoi uomini top, di coloro che devono assolutamente dare sempre il massimo per provare a non mollare la Juventus. Adesso poi da febbraio si giocherà in Europa League ci sarà l’occasione per provare a vincerla addirittura. Sì perché un gruppo che ha dimostrato il suo valore contro le big europee non può esimersi dal cercare di alzare la vecchia Coppa Uefa. Poi non ci riesce non ci riesce. Ma il titolo è molto ghiotto. Qualcuno ha storto il naso perché pensa ad una competizione di serie B. Di sicuro, però, il Napoli non poteva ambire a vincere la Champions. E in campionato ha davanti una Juventus che non vuole saperne di fermarsi. Va detto, poi, che l’unico trofeo internazionale nella bacheca è la Coppa Uefa del 1989 vinta con Maradona. Poi nulla più. Quindi la critica farebbe bene ad evitare di avere la puzza sotto il naso e apprezzare il lavoro di Ancelotti e dei suoi ragazzi. Sicuramente con il Liverpool si poteva fare meglio. Quelle sono le partite che ti fanno fare il definitivo salto di qualità . Ma a quanto pare al Napoli manca ancora qualcosa prima di essere una big a tutti gli effetti. Deve crescere a livello di organico ma anche dal punto di vista mentale. E con Ancelotti si va sul sicuro. Carletto ha esperienza da vendere, ha allenato in club ricchi dove non bastava avere solo i campioni. Insigne, dunque, deve dimostrare di essere un top player già a partire da domani contro la Spal. Il San Paolo vuole gioire ancora per i suoi gol ed è arrivato il momento di sbloccarsi.