Ha fatto tutto il Napoli e la vittoria è arrivata negli ultimi minuti dopo un dominio costate. La vecchia intesa Callejon-Insigne ha abbattuto il Liverpool. A pochi minuti dalla fine, Lorenzo in scivolata ha battuto Allison. Conclusione entusiasmante e meritatissima. Perché prima c’era stato solo il Napoli. Salvataggio sulla linea di Gomez (75’ sulla conclusione di Callejon), traversa di Mertens da pochi passi (82’) dopo i tiri di Milik (33’ e 49’) che sorprendevano Alisson. Il Napoli ha sbancato la Banca d’Inghilterra, il Liverpool che vale 876 milioni di euro (il Napoli valutato 489), l’olandese del Suriname Virgil van Dijk costato 85 milioni, Alisson 62,5, il guineano Naby Keita 51, il senegalese Mané 41,2, l’egiziano Salah 42, il brasiliano Firmino 41 milioni. E’ il Liverpool del produttore televisivo Tom Werner di New York, 68 anni, da otto presidente del club inglese, che esce battuto dal San Paolo. Ancelotti spiazza Klopp con una tattica a sorpresa. Il 4-4-2 rimodellato in un 3-4-3 in fase di possesso, in 3-5-2 in fase passiva. Il Liverpool ci ha capito poco. Torna tutto in ballo nel girone di Champions. Si apre una luce azzurra. Il Napoli comanda il girone (4 punti) davanti a Liverpool e Paris Saint Germain (3). Il Napoli meritava di vincere. E’ stata una gran serata. Il Napoli ha spento le stelle del Liverpool. Koulibaly non ha dato scampo a Salah; Maksimmovic, con l’aiuto di Callejon e di Allan, ha tenuto lontano Manè dall’area azzurra. Senza paura, decisi, determinati, veloci. Il Napoli ha rubato l’iniziativa al Liverpool dai primi minti. Le furie rosse sono state poco furiose perché gli azzurri hanno giocato meglio. Le novità sono Maksimovic in difesa al posto di Hysaj, Fabian Ruiz esterno sinistro di centrocampo (Zielinski in panchina), Milik al posto di Mertens. E c’è Hamsik. Così comincia il match. Il trucco di Ancelotti c’è e si vede. Difesa a tre, uomo contro uomo sulle punte inglesi anche se il centravanti Firmino arretra e non dà punti di riferimento. In fase di possesso è un 3-4-3. Mario Rui è in costante proiezione offensiva (33’ su un suo cross, Milik non riesce a superare Alisson). Con Mario Rui e Fabian Ruiz larghi a sinistra e Callejon pronto a sprintare a destra, il Napoli cerca di allargare la difesa britannica. C’è un formidabile Allan in contrasto e in regia. Il gran lavoro del brasiliano libera Hamsik che si propone da mezz’ala sinistra e gioca un’ottima partita fino all’81’ quando deve arrendersi alla fatica e ai primi errori (entra Zielinski). Fabian Ruiz ha stentato a trovare la posizione ed è stato l’unico azzurro a mancare all’appello della grande sfida. Per tutto il primo tempo il Napoli ha comandato la partita. L’imprecisione sull’ultimo passaggio bloccava l’azione offensiva. Ma era proprio un bel Napoli contro un Liverpool sorprendentemente prudente che non riusciva mai a ripartire pericolosamente. Nei primi 45 minuti non c’è stato un solo tiro in porta del Liverpool. Si temeva un calo nella ripresa, ma il Napoli giocava la seconda metà della gara con la stessa attenzione, la stessa determinazione, la stessa voglia di vincere del primo tempo. La vittoria è giunta alla fine ed è stata più bella.